Micron Document
██████╗ ███████╗████████╗██╗██████╗ ███████╗██████╗ ██╗ █████╗
██╔══██╗██╔════╝╚══██╔══╝██║██╔══██╗██╔════╝██╔══██╗██║██╔══██╗
██████╔╝█████╗ ██║ ██║██████╔╝█████╗ ██║ ██║██║███████║
██╔══██╗██╔══╝ ██║ ██║██╔═══╝ ██╔══╝ ██║ ██║██║██╔══██║
██║ ██║███████╗ ██║ ██║██║ ███████╗██████╔╝██║██║ ██║
╚═╝ ╚═╝╚══════╝ ╚═╝ ╚═╝╚═╝ ╚══════╝╚═════╝ ╚═╝╚═╝ ╚═╝


🬧 The NomadNet Encyclopedia | Archives | Info
- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b

🔍 Search

¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯

Bitonto
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
top
mwhqBitonto (mwhgIPA: [biˈtonto]cite-ref-4[4], mwjaVetònde in dialetto bitontinocite-ref-5[5]) è un mwkqcomune italiano di mwkg52 825 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwlwcittà metropolitana di Bari in mwmaPuglia.

Bitonto è conosciuta per gli estesi mwmgoliveti che la circondano e la mwmwproduzione olearia, rinomata già nel XIII secolo e perfezionata nel corso del XX secolo, che costituisce ancora oggi la più importante risorsa economica della mwnacittà, e dà inoltre il nome al mwnqcultivar locale, mwngcima di Bitonto.

Il 25 maggio 1734 la mwoacittà fu teatro della mwoqstorica battaglia, combattuta tra gli mwogaustriaci e i mwowBorbone, che portò alla nascita del mwparegno di Napoli come Stato indipendente.

Sede della mwpgprima galleria nazionale di Pugliacite-ref-6[6], di una mwqwcattedrale riconosciuta tra i più importanti esempi di architettura mwraromanica pugliesecite-ref-7[7] e del mwsqmuseo diocesano più grande della regione, è stata riconosciuta mwsgcittà d'arte nel 2004cite-ref-8[8] ed è risultata tra le dieci finaliste per la corsa al titolo di mwtwcapitale italiana della cultura del 2020cite-ref-9[9].

Contents

Clima
Storia
Simboli
Media
Cinema
Cucina
Eventi
Turismo
Strade
Sport
Calcio
Note

──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────

Geografia fisica

Territorio

Il territorio comunale di Bitonto si estende per oltre mwwq170 km², dall'alta mwwgMurgia fino a mwww2 km dal mwxamare Adriatico. Fino al 1928 il comune aveva anche uno sbocco sul mwxqmare Adriatico, in quanto amministrava la frazione di mwxgSanto Spirito, oggi mwxwquartiere di Bari, città che, anche essendo capoluogo di regione, ha un territorio più ristretto rispetto ad altri comuni della mwyacittà metropolitana. Confina, da nord e in senso orario con i seguenti dieci comunicite-ref-10[10]: mwzqGiovinazzo, mwzgBari, mwzwModugno, mwaaBitetto, mwaqPalo del Colle, mwagBinetto, mwawToritto, mwbaAltamura, mwbqRuvo di Puglia e mwbgTerlizzi.

Il centro abitato si trova sul primo gradino dell'mwcaaltopiano della Murgia a mwcq118 m mwcgs.l.m.cite-ref-ci-11-0[11] mentre a mwdw102 m mweas.l.m. raggiunge il suo punto più basso. Il territorio comunale ha un'altezza minima pari a mweq39 m s.l.m. riscontrabili nella parte settentrionale, quella più vicina al mare, mentre nella parte meridionale è decisamente collinare e raggiunge un'altezza massima di mweg491 m s.l.m.cite-ref-ci-11-1[11] che determina, così, una escursione altimetrica di mwfw452 m.

Il territorio comunale include il mwgqparco nazionale dell'Alta Murgia e la mwggLama Balice, sito naturalistico e paesaggistico istituito nel 2007 come parco regionale, collocato ai margini del centro storico della città. Il terreno su cui insiste il territorio di Bitonto è caratterizzato dalla presenza del mwgwcalcare di Bari e della mwhadolomia bitontinacite-ref-12[12], i cui estesi giacimenti ne hanno fatto il materiale utilizzato per la costruzione della stragrande maggioranza delle strutture e monumenti locali.

• mwiwClassificazione sismica: zona 3 (sismicità bassa). mwjaOrdinanza ministeriale n. 3274/03, aggiornata al 16/01/2006 con le comunicazioni delle regioni.

Clima

Il clima del territorio comunale è, come per il resto della regione, tipicamente mwjwmediterraneo, con inverni freschi, spesso sferzati da freddi venti balcanici, ed estati calde, a volte anche torride per l'azione di caldi venti sciroccali. Le temperature medie in inverno registrano eccezionalmente valori negativi. Nel mese di dicembre del 2007 è stata registrata una temperatura minima di -2,7mwka °C, mentre nel mese di giugno dello stesso anno si è registrata una temperatura massima di 45,5mwkq °C.

La tabella sottostante mostra i dati dei valori medi registrabili nel comune di Bitonto.

| Bitonto | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Stagioni | Stagioni | Stagioni | Stagioni | Anno |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Bitonto | Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Inv | Pri | Est | Aut | Anno |
| T. max. media ( °C ) | 10,5 | 11,4 | 13,6 | 17,4 | 22,2 | 26,5 | 29,1 | 29,3 | 25,4 | 20,2 | 15,7 | 12,1 | 11,3 | 17,7 | 28,3 | 20,4 | 19,5 |
| T. min. media ( °C ) | 4,2 | 4,3 | 6,0 | 8,5 | 12,3 | 16,2 | 18,8 | 19,0 | 16,2 | 12,4 | 8,6 | 5,8 | 4,8 | 8,9 | 18,0 | 12,4 | 11,0 |
| Precipitazioni ( mm ) | 52 | 58 | 46 | 43 | 39 | 30 | 22 | 26 | 49 | 61 | 62 | 60 | 170 | 128 | 78 | 172 | 548 |
| Umidità relativa media (%) | 78,4 | 77,1 | 75,1 | 72,0 | 69,1 | 65,2 | 61,6 | 63,6 | 70,7 | 77,3 | 79,3 | 79,4 | 78,3 | 72,1 | 63,5 | 75,8 | 72,4 |

La maggiore mwlqpiovosità si registra durante l'autunno e l'inverno, mentre i mesi estivi sono più secchi, talvolta con piogge del tutto assenti.

• mwmaClassificazione climatica di Bitontocite-ref-13[13]:

• mwnwZona climatica C;
• mwoqGradi giorno 1350.

Origini del nome

Il nome della città è sicuramente di origine prelatina, basta confrontarlo con "Butua" presente in area mwpabalcanica e "Bohotros" in area mwpqillirica.

La probabile ma non certa origine del toponimo mwpwBotuntum, da "bonum totum", allude forse alla prosperità del luogo, in ambito agricolocite-ref-14[14]. Altri studi affermano che il significato di Butuntum o Botuntum, sarebbe invece: mwracittà sotto la quale scorre acquacite-ref-bot-15-0[15] (dal greco "Bot" o "But": profondità dove scorre o stagna acqua e “ntum”, suffisso che indica città al pari di Tarentum, Metapontum e Sipontum).

Storia

Mito fondativo e origini

Secondo la tradizione, Bitonto sarebbe stata fondata dal re mwtqillirico Botone, eroe leggendario dal quale deriverebbe il nome. La leggenda di Botone si inserisce nel contesto dei mwtgmiti di esilio e fondazione di nuove città, simile alla storia di mwtwEnea e alla nascita di Roma. Botone, secondogenito del re Illirius, sovrano di un antico regno mwuaillirico, amato dal popolo, non ambiva al trono, ma suo fratello maggiore mwuqEncheleo, temendo che Botone potesse minacciare le sue aspirazioni, complottò per eliminarlo. Quando Botone scoprì la cospirazione, fuggì con suo figlio per salvarsi e abbandonò la sua terra natale. Nel momento di pericolo, Botone ricevette l’aiuto della dea mwugMinerva, che gli indicò la mwuwPuglia come sua nuova dimora. mwvaMinerva gli donò una pianta di ulivo, simbolo di pace e prosperità, che sarebbe diventato il segno distintivo della sua nuova città. Sbarcato in mwvqPuglia, Botone fondò Bitonto, dove piantò l’ulivo donato dalla dea. La città crebbe sotto il suo governo, prosperando grazie alla protezione divina e divenendo simbolo di speranza e rinascita.cite-ref-16[16]

La presenza umana nel territorio risale in realtà già all'epoca mwwwneolitica, testimoniata da insediamenti in grotte e da mwxamwxqmenhircite-ref-17[17]. Una necropoli dell'mwygetà del ferro era situata presso un'ansa del torrente Tiflis, nella mwywlama. Ciò fa presumere che la città fosse sede di una grande comunità che attirava la popolazione sparsa nelle campagnecite-ref-18[18].

La città fu un importante centro mw1qpeucetacite-ref-19[19], e dal VI secolo subì l'influenza delle mw2gcittà magnogreche, in particolar modo di Tarantocite-ref-riccardi-20-0[20]. Dal III secolo a.C., quando la lega peuceta si sciolse, si dotò di una mw3wpropria zeccacite-ref-21[21], come dimostrano le stesse monete, rinvenute nel centro storico, che riportano l'immagine di una civetta con un ramo di olivo, altre una mw5aconchiglia, altre un mw5qgranchio, altre ancora la testa di mw5gAtena. Il retro di queste monete riporta la legenda in mw5wcaratteri greci "mw6aBYTON TINΩN" accompagnata in alcune dall'effigie dell'eroe tarantino mw6qFalanto, in altre da una spiga di grano, in altre ancora da un fulminecite-ref-22[22]. Un'altra necropoli, risalente al IV-III secolo a.C., è stata inoltre rinvenuta nell'attuale centro urbano.

Periodo romano

In epoca mw9aromana fu mw9qmunicipiocite-ref-riccardi-20-1[20], mantenendo comunque il culto riservato alla dea mw-gMinerva, che veniva considerata dea protettrice non solo di Bitonto, ma di molte altre città mw-wapule e italiche. A lei veniva attribuito il dono dell'ulivo alla cittàcite-ref-23[23]. Un tempio a lei dedicato doveva collocarsi su uno sperone che domina il Tiflis, tra le attuali chiese di san Pietro in Vincoli e san Francesco la Scarpa. La presenza del tempio in quel periodo è confermata da una lastra di pietra cubica di epoca romana, riusata nelle mura della sacrestia dell'attuale chiesacite-ref-24[24].

La città era attraversata dalla mwaquvia Traiana nel punto in cui il tracciato di quest'ultima si ramificava in due: la mwaqymwaqcvia Minucia citata da mwaqgStrabone, che passava per mwaqkmwaqoCeliae, mwaqsmwaqwAzetium e mwaq0mwaq4Norba e la mwaq8via Gellia, che si dirigeva a Barium. Le due vie, poi, si ricongiungevano a mwareEgnaziacite-ref-25[25]. Fu mwarystazione di sosta menzionata nell'mwarcItinerarium burdigalensecite-ref-26[26], nell'mwarwItinerario antoninocite-ref-27[27], nella mwasecosmografia ravennatecite-ref-28[28], nella tavola teodosianacite-ref-29[29], e nella mwasoTavola Peutingerianacite-ref-30[30]. Fu inoltre citata da mwas8Marco Valerio Marzialecite-ref-31[31], da mwatqSesto Giulio Frontinocite-ref-32[32] e da mwatkPlinio il Vecchio. Quest'ultimo fa riferimento solo al nome degli abitanticite-ref-33[33].

Medioevo

Dopo la dissoluzione dell'mwauqImpero Romano d'Occidente, del dominio di mwauuOdoacre e del mwauyregno gotico, gran parte della mwaucPuglia, inclusa Bitonto, fu riconquistata dall'mwaugimpero Romano d'Oriente nell'ambito delle mwaukguerre greco-gotiche e si trovò coinvolta in una fase di lotte. Al V-VI secolo risalgono i resti di una chiesa rinvenuti negli scavi sotto l'attuale concattedralecite-ref-34[34].La Puglia, come le altre regioni costiere italiane, inoltre, era minacciata dalle scorrerie dei pirati saraceni.

La città fu poi presa dai mwau8Longobardi durante la graduale invasione della Penisola da nord e divenne nodo strategico nel sistema viario pugliese e centro mwavagastaldale. Successivamente tornò bizantina e divenne roccaforte del mwavethema di Longobardiacite-ref-35[35]. Nel 975 il mwavycatapano mwavcbizantino Zaccaria saccheggiò la cittàcite-ref-36[36] dopo aver sconfitto i mwavwSaraceni e ucciso il loro capo, Ismaelecite-ref-37[37]; nel 1010 Bitonto, mwaweBari, mwawiBitetto e mwawmTrani si ribellarono al governo bizantino dando inizio alla rivolta guidata da mwawqMelocite-ref-38[38]. mwawkMesardonite fu mandato in Puglia per arginare la rivoluzione ma in uno scontro presso Bitonto avvenuto nel 1017 rimase uccisocite-ref-39[39]. La rivolta si concluse con l'arrivo dei mwaw4Normanni che posero fine in Puglia al dominio bizantino e agli attacchi dei Saraceni. Al 1089 risale la prima notizia certa dell'esistenza del vescovado bitontinocite-ref-40[40]. Nel 1098 invece la città è sotto il controllo normannocite-ref-41[41].

Tra XI e XII secolo sotto il dominio dei Normanni di mwaxgRuggero II, mwaxkGuglielmo il Malo e mwaxoGuglielmo II, la città si rivestì di nuove muracite-ref-42[42]. Il giudice bitontino Maggiore, a seguito della distruzione di Bari da parte di Guglielmo il Malo, assunse la suprema carica di regio giustiziere: grazie a lui e con l'aiuto dei mwax8Benedettini, prese il via la costruzione della nuova cattedrale. I Benedettini erano giunti in città in questo periodocite-ref-antonucci-43-0[43], fondando fuori le mura l'mwayqabbazia dedicata a mwayuSan Leone e dando un forte impulso all'economia cittadina, grazie anche alle nuove tecniche mwayyagricole e alla bonifica di nuove terre. La tradizionale "fiera di San Leone", che si svolge il 6 aprile per commemorare il mwaycSanto, si originò probabilmente proprio nell'XI secolocite-ref-antonucci-43-1[43]. Già celebre nel XIV secolo come fiera di animali, venne citata nel mwaywmway0Decamerone di mway4Giovanni Boccacciocite-ref-44[44]:

«Non avendo adunque più modo a dover fare della giovane cavalla, per le parole che dette avea compar Pietro, ella dolente e malinconosa si rivestì, e compar Pietro con uno asino, come usato era, attese a fare il suo mestiere antico, e con donno Gianni insieme n'andò alla fiera di Bitonto, né mai più di tal servigio il richiese.»

(Giovanni Boccaccio, Decamerone, Novella X Giornata IX.)

Con mwazuFederico II fu mwazycivitas specialis e rimase sempre nell'ambito del mwazcregio demanio, ossia alle dirette dipendenze della coronacite-ref-45[45], escludendo il periodo feudale che va dal 1412 al 1551.

Già nel Duecento iniziarono le dispute di confine con mwaaeBari per il possesso del porto di mwaaiSanto Spirito, attraverso il quale si svolgevano i traffici marittimi. Nel 1265 il confine tra le due città venne fissato allmwaam'mwaaqArenarum, tra gli abitati di mwaauPalese e Santo Spirito, ma il conflitto continuò ancora nei secoli successivicite-ref-46[46].

Agli Svevi subentrarono gli Angioini: mwaasCarlo I d'Angiò contribuì a formare in città una nuova nobiltà, composta soprattutto dai Rogadeo, Bove, Planelli e Labini, dedita ai traffici e al commercio. Tra i principali esponenti di quel tempo ci furono Sergio Bove e Giacomo Rogadeo, entrambi originari di mwaawRavello, sulla mwaa0costiera amalfitana. È questo un periodo di fioritura per la città, anche grazie a un'economia basata sull'esportazione di olio che continuerà a crescere fino al XVII secolo, quando si instaurò la dominazione spagnolacite-ref-olio-47-0[47]. In Puglia, infatti, l'olio bitontino era apprezzato e richiesto soprattutto da mwabiVeneziacite-ref-olio-47-1[47].

Nel 1412 fu possesso mwab0feudale di mwab4Jacopo Caldora, duca di Bari e gran capitano dei soldati di ventura, che prese possesso della città nel 1434cite-ref-48[48]. Nel 1441 ebbe in feudo la città Giovanni da mwacmVentimigliacite-ref-49[49], comandante generale delle armi regie di mwacgAlfonso I d'Aragona. Passò successivamente a mwackGiovanni Antonio Orsini nel 1460cite-ref-50[50], agli mwac4Acquaviva d'Aragona nel 1463cite-ref-51[51] e, con l'ascesa al potere degli Spagnoli nel Mezzogiorno, il Re mwadmCarlo V di Spagna donò in feudo Bitonto nel 1507 al Gran Capitano spagnolo mwadqConsalvo di Cordova, conquistatore del Regno di Napoli e duca di mwaduSessacite-ref-52[52].

Età moderna

Il 27 maggio 1551 la città riacquistò la propria autonomia e la regia demanialità, versando al duca di Sessa e alla corona spagnola una somma di 86mwadw 000 ducati (66mwad0 000 per la città di Bitonto e 20mwad4 000 per il porto di Santo Spirito). Gli statuti cittadini furono redatti nel 1565cite-ref-53[53]. La disputa di confine con Bari per il possesso di Santo Spirito, iniziata nel XIII secolo, riprese vigore in quegli anni fino al 1584, quando il consiglio di mwaemNapoli fissò nuovamente i medesimi confini del 1265cite-ref-54[54].

Nel Seicento visse una fioritura culturale, con la bottega di pittura di mwae0Carlo Rosa, lmwae4'mwae8Accademia degli Infiammati, il matematico mwafaVitale Giordano e mwafeNicola Bonifacio Logroscino, attore dell'mwafiopera buffa.

Nel 1647 vi furono moti insurrezionali del popolo contro la nobiltà frenati solo dal conte di Conversanocite-ref-55[55]. Il 25 maggio 1734, durante la mwafgguerra di successione polacca, nel campo di San Leone l'esercito mwafkspagnolo di mwafoCarlo di Borbone vi sconfisse gli mwafsAustriaci nella mwafwbattaglia di Bitonto, assicurando ai mwaf0Borbone il possesso del mwaf4Regno di Napoli e la sua indipendenza dopo secoli di dominazione straniera. Per celebrare l'avvenimento fu innalzato l'obelisco Carolino.

Età contemporanea

Nel 1828 l'agronomo e imprenditore mwagePierre Ravanas sperimentò in città dei macchinari innovativi per la produzione di olio di oliva che si diffusero ben presto in città e in mwagiprovincia, procurando grandi vantaggi anche nella commercializzazione: il successo del Ravanas invogliò molti imprenditori, mwagmfrancesi e non, a investire in città: Felice Garibaldi, fratello del condottiero mwagqGiuseppe, seguì la stessa strada del mwagumarsigliesecite-ref-56[56]. Durante il mwagoRisorgimento il bitontino mwagsGiovanni Vincenzo Rogadeo fu nominato da mwagwGiuseppe Garibaldi primo governatore della Puglia e in seguito divenne mwag0senatore del Regno. Come sindaco della città, tra il 1870 e il 1875, promosse un "consorzio per oli tipici", un "gabinetto di lettura"cite-ref-57[57] e una "scuola serale di disegno"cite-ref-58[58], oltre a occuparsi della viabilità e degli accessi ferroviari. Nel 1893 avvenne l'uccisione di un delegato della finanza; nella vita politica cittadina si sviluppò il movimento mwahysocialista. In seguito ebbero rilevanza le figure del cattolico Giovanni Ancona Martucci e del vescovo Pasquale Berardi e ancora di mwahcGiovanni Modugno, aderente alla corrente politica di mwahgGaetano Salvemini, tra il 1911 e il 1919.

Il 6 settembre 1928 con mwahor.d. la frazione di Santo Spirito, unico accesso alla costa e oggetto di dispute di confine tra le due città sin dal XIII secolo, passò al comune di Baricite-ref-59[59] per opera del mwah8podestà fascista di Bari, mwaiaAraldo di Crollalanza. Il territorio sottratto aveva una superficie di circa mwaie16 km².

Il 26 febbraio 1984 la città fu visitata da mwaimpapa Giovanni Paolo IIcite-ref-60[60].

Simboli

Lo stemma di Bitonto, riconosciuto assieme al gonfalone con DCG 20 febbraio 1935cite-ref-61[61] e concesso con DPR del 25 giugno 1965cite-ref-62[62] e descritto nello mwajystatuto comunalecite-ref-63[63], raffigura in campo bianco un mwajsulivo mwajwterrazzato di verde, simbolo di pace ed elemento distintivo del territorio bitontino.

L'ulivo è sostenuto da due mwaj4leoni mwaj8affrontati, che vogliono richiamare la forza del potere esecutivo della città, tenuta dai nobili e popolari. Sui rami dell'albero, cinque mwakastorni appollaiati, rappresentanti i cinque casati che ebbero in mwakefeudo la cittàcite-ref-64[64], beccano un'oliva ciascuno.

Lo scudo è sormontato da una corona marchesale e presenta alla base un ramo di ulivo e uno di mwakcleccio, annodati con un nastro rosso. Il nastro bianco sottostante riporta, in caratteri argentei, il mwakgmotto in mwakklatino "mwakoAd pacem promptum designat oliva Botontum ", che in italiano si può tradurre con: "L'oliva designa Bitonto pronta alla pace".

Lo stemma va contestualizzato all'evento che ne ha portato la realizzazione: lo storico riscatto dal giogo feudale, avvenuto nel 1551. In questo senso il motto e i due mwakwleoni stanno a indicare che le sorti della città saranno da quel momento in poi legate all'olivo, e alle decisioni della popolazione, non più ai feudatari. Prima di allora il simbolo principale della città era costituito dal solo ulivo. Esso infatti rappresenta il motivo ornamentale di molti edifici sparsi nel centro storico.

Per ricordare questo evento è stata istituita la "Giornata del Gonfalone" in cui si premiano le personalità che più mantengono alto il nome della città.

Il gonfalone in uso è un drappo di bianco anche se quello previsto dal decreto di riconoscimento era un drappo d'azzurro.cite-ref-65[65]

Il comune ha adottato una bandiera costituita da un drappo di bianco.

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose

Dedicata a mwamaSan Valentino da Ternicite-ref-66[66], è stata innalzata probabilmente nel XII secolocite-ref-67[67] in stile mwamkromanico pugliese. Il fianco destro è scandito da un mwamoesaforato e profondi arconi, l'ultimo dei quali conserva un portale gotico noto come "porta della Scomunica"cite-ref-68[68]. L'interno, con pianta a mwam8croce latina, è diviso in tre mwananavate absidate. Notevoli il soffitto a mwanecapriate lignee con decorazione policroma e l'mwaniambone federiciano, decorato con paste vitree secondo mwanmmodelli islamici e recante i mwanqbassorilievi degli mwanuimperatori svevi. La mwanycripta è costituita da un ambiente voltato a crociera e sostenuto da trentasei capitelli, interessanti nei motivi zoomorfi e fitomorfi delle decorazioni. Dalla cripta si accede agli scavi, adibiti a museo, in cui si conservano i resti, databili a partire dal V secolocite-ref-69[69], di una chiesa precedente, tra i quali un mwansmosaico raffigurante un mwanwgrifone risalente all'XI secolo e materiale ceramico e numismatico risalenti soprattutto al periodo peucezio.
Detta mwaoqSan Francesco la Scarpa, fu costruita nel 1283 su un terreno ceduto dalle monache benedettine del monastero di santa Luciacite-ref-70[70]. Sino al XIX secolo l'edificio fu affidato ai frati francescani, che nei pressi vi costruirono un convento e un seminario. La chiesa è stata chiusa al culto nel 1970. La facciata, in stile tardo romanico, si caratterizza per un mwaokportale con mwaooarco a sesto acuto e sormontato da un mwaosarchivolto con decorazioni floreali e di buoi, in omaggio alla famiglia Bove che promosse l'edificazione della chiesa, e per un'ampia mwaowtrifora sorretta da colonnine, pure racchiusa in un arco a sesto acuto. Sono affiancati alla facciata il cappellone mwao0cinquecentesco munito di cupola e un mwao4campanile mwao8seicentesco, suddiviso in tre registri da cornici marcapiano e sormontato da una cupola a bulbo.

Commissionata dai mwapgTeatini nel 1609cite-ref-torrione-71-0[71] e realizzata secondo il progetto di Dionisio Volpone di mwap0Parabita, fu eretta sull'antico palazzo dellmwap4'mwap8Universitas. e venne consacrata nel 1730cite-ref-72[72]. La facciata di stampo controriformistico composta mwaqqlesene, alternate da mwaqunicchie. Allineati invece, sono il portale e un finestrone centrali. La facciata si chiude con un mwaqytimpano recante lo stemma dei Teatini. L'interno si compone di un'unica mwaqcnavata centrale, terminante in tre mwaqgabsidi e delineata da quattro mwaqkarcate per lato corrispondenti ad altrettante mwaqocappelle. Notevole l'altare in pietra di gusto mwaqsbarocco del 1696 nella prima cappella a destra, patronato della famiglia Sylos-Sersalecite-ref-73[73]. Le pareti della navata e il soffitto ligneo recano affreschi del pittore bitontino mwaraCarlo Rosa.
Edificata dal 1664cite-ref-74[74], in luogo di una cappella rurale, su progetto di Carlo Rosa, che ne curò anche la decorazione interna, la chiesa presenta un'originale mwarwpianta a mwar0croce greca con mwar4cupole in asse ricoperte di chianchette. Il registro inferiore della facciata riecheggia i modelli classici, con lesene doriche e cornice a mwar8metope e mwasatriglifi; quello superiore, caratterizzato da una cornice spezzata su cui si innestano mwasecolonne ioniche che reggono un timpano curvilineo, presenta uno stile più vicino all'architettura barocca. L'interno, interamente affrescato, è opera di Carlo Rosa e degli allievi mwasiNicola Gliri, Giuseppe Luce e Vitantonio de Filippis, che dopo la sua morte ne completarono il progetto.

Chiesa del Purgatorio
La costruzione ebbe inizio nel 1670 su disegno di Michelangelo Costantino, architetto anche del mausoleo Carafa in mwasoCattedrale, e fu mwassconsacrata nel 1688 dal vescovo Massarenghicite-ref-milillopurg-75-0[75]. Il mwataportale presenta linee architettoniche che si adattano alla facciata. Le lesene e il timpano del portale sono ornate da figure scheletriche e anime penitenti, come voluto dalle regole della mwateControriforma. L'interno della chiesa è a un'unica mwatinavata delimitata da mwatmarcate. L'edificio conserva un mwatqreliquiario risalente al XVII secolo, alcune tele e un'effigie della Madonna. La chiesa è sede dell'Arciconfraternita di Santa Maria del Suffragio e custodisce i simulacri della Madonna Addolorata e del Cristo morto, esposti durante la mwatuSettimana Santa.

Chiesa di San Domenico
Fu costruita, insieme al convento, per volere dei Domenicani nel 1258cite-ref-76[76], quando acquisirono un piccolo mwauichiostro che comprendeva anche una chiesa dedicata a mwaumSan Nicola. La chiesa venne consacrata nel 1302 ed è formata da tre campate che sorreggono altrettante cupole emisferiche. La terza campata fu allargata nel corso del XVIII secolo trasformando la pianta della chiesa a croce latina. Così si sono realizzate due cappelle: una chiamata mwauqcappella dei Misteri, dove sono collocate le statue, realizzate nel XVII secolo, che sfilano durante la processione del venerdì Santo, l'altra dedicata a San Domenico. Nel 1809 la chiesa fu requisita e divenne sede comunale fino al 1934.

Conosciuta anche come mwau0Santa Teresa poiché nel 1702 fu concessa ai teresiani. Costruita nel 1601cite-ref-milillopurg-75-1[75], alla severa facciata, che riprende i modelli del romanico pugliese, fa da contraltare l'interno fastosamente decorato con mwavistucchi, mwavmmarmi, cornici e mwavqfestoni. Dell'adiacente mwavumonastero settecentesco è notevole il ricco portale. Il monastero è sede del Liceo Classico e Linguistico "Carmine Sylos"cite-ref-77[77].
Abbazia di San Leone
I primi documenti che affermano l'esistenza della fondazione mwavwbenedettina risalgono al 1148cite-ref-78[78], mentre al 1197 risale il primo documento che attesta la presenza di una fiera annuale: la fiera di San Leone che, nel corso del tempo, ha acquisito una certa fama, tanto da essere citata nel mwaweDecameron di Boccaccio. Con il passare del tempo l'abbazia acquisì sempre maggiore importanza e mwawiFerdinando I nel 1494 la sopraelevò a Badia Regale, donandogli, tra l'altro il feudo di torre quadra, sulla murgia bitontina. Passò successivamente ai mwawmcistercensi e agli mwawqolivetani. Il chiostro di cui è dotata è del 1524 e risalta lo stile rinascimentale, con colonne di gusto veneto-dalmata. Restaurata nei primi anni del Novecento, conserva anche un mwawucoro affrescato.

Fu edificata a partire dal 1960 secondo il progetto dell'architetto bitontino Antonio Scivittaro, professore di Architettura all'mwaw4Università di Napoli. Fu consacrata dal mwaw8vescovo di Bitonto Aurelio Marena nel 1973, e il 4 aprile 1975 venne elevata a mwaxabasilica minore da mwaxepapa Paolo VIcite-ref-79[79]. Vi sono contenute le statue e le mwaxyreliquie dei mwaxcsanti Medici Cosma e Damiano, attestate a Bitonto sin dal XVI secolocite-ref-arci-80-0[80] e in precedenza ospitate presso la chiesa di San Giorgio, divenuta insufficiente ad accogliere i numerosi pellegrini. La facciata presenta tre portali di cui il centrale, più grande, in bronzo, e conserva un mwaxworgano monumentale con 5mwax0 000 canne. Sul cortile retrostante si erge il mwax4campanile, alto mwax850 m.

Chiese rupestri
Numerose sono le chiese situate nell'agro bitontino. Tra queste spicca una chiesa dedicata alla mwaycMadonna di Costantinopoli, e situata in direzione di mwaygModugno. È formata da un ambiente unico mwaykvoltato a crociera con tre finestre, la più grande delle quali è stata aggiunta in seguito insieme a una porta accanto al semplice mwayoportale.
Di notevole interesse era la chiesa di Sant'Aneta dell'XI secolocite-ref-81[81], situata in direzione di mwazaMolfetta e oggi completamente rasa al suolo. Era dotata di un'mwazeabside e aveva una mwazipianta a croce greca.
Sempre in direzione di Molfetta si trova la chiesa di Santa Croce, databile tra X e XI secolocite-ref-82[82], a pianta rettangolare con mwazgcupola quadrangolare e l'interno divisa in nicchie affrescate. La mwazkferitoia dell'abside assicura l'illuminazione interna.
L'esempio più importante dell'architettura rupestre a Bitonto è dato dalla mwazschiesa dell'Annunziata, in direzione di mwazwPalese e oggi in territorio di mwaz0Bari (ma di proprietà del comune di Bitonto). La chiesa risale forse al X secolocite-ref-83[83], ha una pianta quadrata e un mwa0ialtare settecentesco. L'ambiente interno è interamente affrescato, probabilmente a seguito di una sua ricostruzione nel 1585cite-ref-84[84].

Altre chiese e luoghi sacri

• Chiesa di mwa08Santa Caterina d'Alessandria;
• Chiesa di San Silvestro I Papa;
• Chiesa di mwa1iSan Leucio Vecchia;
• Chiesa di mwa1qSan Francesco da Paola;
• Chiesa di San Giovanni Evangelista;
• Chiesa di Santa Maria la Porta;
• Chiesa di Maria Santissima Madre della Chiesa e Consolatrice degli afflitti o di mwa1gSant'Andrea Apostolo;
• Chiesa di mwa1oSan Luca Evangelista;
• Chiesa di mwa1wSan Giorgio Martire;
• Chiesa di Santa Maria delle Marteri;
• Chiesa di Santa Maria delle Vergini;
• Chiesa di mwa2aSant'Egidio Abate o di mwa2eSant'Agostino;
• Chiesa di mwa2mSan Pietro in Vincoli;
• Chiesa di San Pietro Nuovo;
• Chiesa di mwa2ySanta Maria Annunziata;
• Chiesa di mwa2gSanta Lucia;
• Chiesa di mwa2oSan Paolo;
• Chiesa di mwa2wSanta Maria del Monte Carmelo;
• Chiesa di Santa Maria della Chinisa o di mwa24Cristo Re Universale;
• Chiesa di mwa3aSan Vincenzo Martire;
• Chiesa del mwa3iSantissimo Sacramento;
• Chiesa del mwa3qSacro Cuore di Gesù;
• Chiesa dei mwa3ySanti Martiri di Abitene;
• Chiesa di San Leucio Nuovo;
• Chiesa di Santa Maria delle Grazie;
• Chiesa di Maria SS. Immacolata (frazione di Palombaio);
• Chiesa di mwa3sMaria SS. Addolorata (frazione di Mariotto);
• Cappella di mwa30San Matteo Evangelista;
• Cappella di mwa38San Gennaro;
• Cappella di mwa4eSan Vito Martire;
• Cappella di mwa4mMaria SS. di Costantinopoli;
• Cappella di mwa4uSan Rocco;
• Cappella di mwa4cSan Michele Arcangelo;
• Cappella del Crocifisso;
• Cappella di Maria SS. del Carmine;
• Cappella e Sedile di mwa4sSant'Anna.
• Convento dei Frati Cappuccini;
• Convento dei Frati Conventuali di mwa44Santa Maria Maddalena;
• Convento degli mwa5aOlivetani;
• Convento dei mwa5iPaolotti;
• Convento dei mwa5qCarmelitani Scalzi;
• Convento degli mwa5yAgostiniani;
• Convento dei Teatini;
• Convento dei mwa5kDomenicani;
• Convento delle mwa5sTeresiane;
• Convento e Istituto scolastico del Sacro Cuore di Gesù.
• Monastero Benedettino di Santa Lucia;
• Monastero mwa6eBenedettino di Santa Maria delle Vergini;
• Ospitale degli mwa6mAlcantarini;
• Palazzo Vescovile;
• Seminario Vescovile (oggi mwa6ymuseo diocesano);
• Sala delle Assemblee, punto di riferimento dei mwa6gtestimoni di Geova, è la più grande mwa6ksala del Regno della regione.

Architetture civili

mwa7mMonumento nazionalecite-ref-85[85], fu costruito nella seconda metà del Quattrocento per volere di Giovanni Vulpano, riutilizzando forse una torre medievale del XII secolo. Oltre il portale con elementi mwa7gtardo-gotici mwa7karagonesi, si apre un cortile che riprende lo mwa7ostile rinascimentale napoletano dove, nel mwa7sfregio, diversi personaggi del casato sono raffigurati insieme a condottieri e imperatori romanicite-ref-vulpano-86-0[86]. Allo stemma della famiglia Vulpano si aggiunse quello della famiglia Sylos, quando con l'estinzione della prima questa divenne proprietaria del palazzocite-ref-vulpano-86-1[86].

Edificato tra il 1529 e il 1583 da Giovanni Alfonso Syloscite-ref-87[87], in stile tardo-mwa9arinascimentale. La residenza nobiliare ha una facciata irregolare sulla quale si apre un portale inquadrato da lesene e con due effigi imperiali sotto il cornicione. Il loggiato, realizzato su due livelli, è una pregevole espressione del Rinascimento pugliese. Il porticato si erge su otto colonne; l'androne è coperto da volte ribassate con lunette e presenta colonne lisce con capitelli corinzi, ripresi dal mwa9erinascimento fiorentino. Dal 2009 l'edificio ospita la mwa9iGalleria nazionale della Puglia, che custodisce una ricca collezione di dipinti di arte moderna donata allo Stato da Girolamo e Rosaria De Vanna.

Palazzo De Ferraris-Regna
Il nucleo originario risale al XIV secolo e fu realizzato dai De Ferraris, nobile famiglia mwa9ogenovese che si stanziò nel XIV secolo a Bitontocite-ref-regna-88-0[88]. Tra il 1586 e il 1639 fu ricostruito per volere della famiglia Regna (giunta a Bitonto nel XIII secolo con Paolo Regna, preso in ostaggio a Milano da Federico II)cite-ref-regna-88-1[88]. Il palazzo presenta un portale con colonne di ordine dorico poggianti su un semplice basamento. I loggiati interni sono realizzati in epoche diverse: il primo piano e il cortile risalgono al XIV secolo, mentre il piano superiore è più recente. Le finestre sono state trasformate in seguito in balconi. Il portale è in stile tardorinascimentale, con la data (1586) incisa sul portale stessocite-ref-regna-88-2[88].

Palazzo Sylos-Sersale
La costruzione del palazzo ha inizio dopo il matrimonio tra i nobili Alfonso Sylos e Isabella Sersale nel 1574cite-ref-89[89]. Il palazzo ha un impianto sobrio ma presenta elementi decorativi di gusto mwa-ibarocco. In particolare il portale è fiancheggiato da mwa-mcolonne ornate da sagome cilindriche lungo il fusto. Le colonne, insieme con una mwa-qtrabeazione riccamente decorata, sorreggono un balcone dalle mwa-ubalaustre in pietra. La ricca cornice del finestrone è interrotta dallo stemma di famiglia che raggruppa elementi degli stemmi dei Vulpano, Sylos e Labini. Il mwa-yvestibolo, voltato a botte, è composto da un cortile e una mwa-cloggia a tre campate.

Palazzo De Lerma
Fu fatto costruire accanto alla concattedrale, in un'area precedentemente inclusa nelle proprietà del vescovo nel XVI secolo, da Girolamo De Lerma, duca di mwa-8Castelmezzano e appartenente a una famiglia giunta in Italia dalla Spagna verso il 1500. Sulla sua destra preesisteva la chiesetta della Santa Maria della Misericordiacite-ref-delerma-90-0[90], della quale si conserva il portale principale (risalente al 1586cite-ref-delerma-90-1[90]) con, sulla parte superiore, il bassorilievo di una mwbagpietà. Il palazzo è coronato da un ricco cornicione ed è in stile mwbakrinascimentale anche se successivamente vi furono delle trasformazioni e delle aggiunte in stile mwbaobarocco, cui seguì l'aggiunta dei balconi nel XVIII secolo. La facciata del palazzo è prospiciente con il sagrato della concattedrale e tra di essi vi è una loggia mwbascinquecentesca chiamata mwbawloggia delle benedizioni. Essa è realizzata in stile rinascimentale ed è posizionata ad angolo.

Altri palazzi

• Palazzo Cioffrese;
• Palazzo Luise;
• Palazzo Rogadeo;
• Palazzo Bove;
• Palazzo Albuquerque;
• Palazzo Barone-Gentile-Sisto;
• Palazzo Pannone-Ferrara;
• Palazzo Santorelli;
• Palazzo Planelli-Sylos;
• Palazzo Bove-Planelli;
• Palazzo Giannone-Alitti;
• Casa Martucci-Zecca;
• Casa Grottola.

Villa Sylos
Detta comunemente mwbcuLa Contessa, si sviluppa su più livelli. L'ingresso della mwbcyvilla è preceduto da un mwbccportale il cui interno è mwbcgvoltato a botte ribassata. Un mwbckselciato attraversa il portale fino all'ingresso della villa, formato da due mwbcostipiti e mwbcsarchitrave con cornice su cui vi è lo mwbcwstemma della famiglia Sylos-Labini. A destra, in serie, si aprono tre finestre. La facciata laterale sinistra è formata da una finestra e un accesso simili quelli della facciata d'ingresso. La facciata retrostante è identica a quella anteriore. La porta, sulla sinistra, è, però, dotata di un mwbc0portico a cinque campate, chiuso alla parte esterna. La facciata destra è dotata di sei finestre: quattro piccole e due più grandi. Nell'area recintata della villa si trova la mwbc4torre di Cesare, risalente al XV secolocite-ref-91[91], a cui è addossato un portico a una mwbdmcampata con mwbdqvolta a crociera. Infine, un viale porta alla chiesetta di San Tommaso realizzata in pianta quadrata e coperta da volta a crociera. La villa diventò bene demaniale nel 1975, e dal 1978 giace in completo stato di abbandono, anche se è previsto un recuperocite-ref-92[92].
Altre ville

• Villa Ferrara;
• Villa Rogadeo;
• Villa Buquicchio;
• Villa Chiddo.

È situato ai margini del centro storico cittadino proprio a ridosso delle mura urbiche. La facciata è divisa sostanzialmente in due parti, quella inferiore è in pietra, mentre la superiore è in intonaco. Nonostante le ridotte dimensioni ripropone la forma del mwbegteatro all'italiana e contiene tre ordini di palchi, un loggione, la galleria, una platea e un ampio palcoscenico. Una prima proposta di costruzione di un teatro che fosse aperto al pubblico, e quindi comunale, fu lanciata nel 1820, ma fallì. Tuttavia, a partire dal 1835, un teatro nuovo per la città fu costruito per volere di ventuno famiglie nobili di Bitontocite-ref-93[93], che desideravano un «teatro comodo e ben disposto pel sollazzo del pubblico», e fu inaugurato nel 1838 con la messa in scena dell'opera mwbe0mwbe4Parisina di mwbe8Gaetano Donizetti. Si trattava del primo teatro stabile della provincia di Baricite-ref-94[94]. Acquisito al patrimonio comunale nel 1989 e riaperto nel 2005, dopo un cinquantennio di chiusura, è stato intitolato nell'occasione al musicista bitontino mwbfqTommaso Traetta.

Architetture militari

Mura e porte

La fortificazione della città visibile nel XXI secolo risale al periodo mwbfwnormanno. Tra l'XI e il XII secolo infatti, si ha la costruzione di gran parte del tratto murario che costeggia il centro storico, per una lunghezza di circa mwbf02000 m, nonché delle torri a base quadrata e di cinque mwbf4porte: Nova, Pendile, Robustina, La Maja e Baresanacite-ref-95[95]. Lo storico bitontino della prima metà del XX secolo Luigi Sylos, sulla base di suoi accurati studi e ricerche affermò che le ultime quattro delle porte appena elencate furono edificate già in mwbgmepoca romanacite-ref-sylos-96-0[96].

Durante il periodo mwbheangioino la difesa della città non fu trascurata; furono, infatti, innalzate le torri cilindriche, tra cui il torrione, la torre più imponente e più resistente, e restaurate porta Pendile e porta Robustina. Tra il mwbhiXV e XVII secolo, furono attuati dei restauri e reintegrazioni che interessarono soprattutto il tratto tra Porta La Maja, piazza Castello e Vico Goldoni, cosa che comportò un avanzamento di tale tratto rispetto al vecchio allineamento normanno. Fu realizzato il mwbhmTrione, cioè un torrione, posto sull'estremo orientale della città antica, laddove probabilmente sorgeva una torre più vecchiacite-ref-torrioneuno-97-0[97]. Oggi delle mura, rimangono lunghi tratti che delimitano la parte meridionale del centro storico mentre della parte settentrionale rimane ben poco. Delle cinque porte originarie rimangono solo porta La Maja e porta Baresana, mentre molte torri, sia angioine che normanne, sono ancora esistenti.

È un mwbhwtorrione cilindrico la cui committenza è attribuita a mwbh0Giovanni I Ventimiglia e mwbh4Marino Correale a metà del XV secolo per la presenza di alcuni stemmi presenti nei capitelli delle colonnine reggicaminocite-ref-1-98-0[98], la morfologia, gli accorgimenti ossidionali, la struttura architettonica, la scansione delle volte distribuite su 3 piani e soprattutto per la comparazione con altri edifici coevi, quali il torrione di mwbimSan Mauro Fortecite-ref-1-98-1[98] e il torrione di mwbigMinervino Murgecite-ref-1-98-2[98], realizzati negli stessi anni. Faceva parte di una mwbi0piazzaforte con ventotto torri e cortinecite-ref-99[99]. Fu utilizzata come mwbjitorre di avvistamento e di difesa, e i suoi sotterranei furono adibiti a luogo di detenzione. Ha un'altezza che supera i mwbjm24 m, e un diametro di circa 16cite-ref-torrione-71-1[71]. È dotata di mura spesse quasi mwbjg5 mcite-ref-torrione-71-2[71] che rendono la torre molto resistente. È realizzata in mwbj0bugnato e termina con una mwbj4merlatura. Alla base il torrione è inanellato dalle casematte che, in basso, terminano con uno zoccolo a stella che segna il perimetro interno del mwbj8fossato, profondo oltre mwbka4 m. L'interno è composto da tre ambienti poveri. Quella del piano terra e l'ultimo sono di mwbkepianta circolare e hanno copertura a volta semisferica. Il piano mediano ha invece pianta ottagonale ed è coperta da una mwbkivolta a crociera. Il torrione dal 2009 è sede di una galleria d'arte contemporanea allestita nelle mwbkmcasematte, grazie a un intervento di riqualificazione che ha anche riportato alla luce il fossato.
Porta Baresana
Fu costruita presumibilmente nel XVI secolocite-ref-porta-100-0[100]. Tuttavia un secolo più tardi fu ricostruita in seguito a un danneggiamentocite-ref-porta-100-1[100]. La facciata anteriore mostra uno stile rinascimentale con l'accesso costituito da un mwbk4arco a tutto sesto e affiancato da mwbk8paraste terminanti in un mwblaarchitrave. Su questo è stata aggiunta la copia di una mwblepredella policroma, un dipinto rappresentante i santi protettori della città. Più in alto la facciata reca uno stemma dei mwbliSavoia che sostituisce lo stemma della città aggiunto nel 1551 in occasione del riscatto della città dal feudatario. La parte superiore della facciata anteriore è costituita dal vano dell'mwblmorologio, aggiunto nel Novecento. Sul vano dell'orologio si erge una statua dell'Immacolata, che nasconde la campana dell'orologio. La facciata retrostante presenta un mwblqfornice a mwblughiera affiancato da paraste in bugnato, similmente alla facciata esterna ma con degli zoccoli di basamento più alti. Sull'architrave, che presenta lo stemma della città si erge il mwblytimpano in cui è situato, nel mezzo, il secondo quadrante dell'orologio.
Porta La Maja
È detta anche "del mwblkCarmine" (la stessa porta reca l'iscrizione mwbloIANUA CARMELI) e sostituisce una porta di età romanacite-ref-101[101]. Fino alla prima metà del Seicento la porta era costituita da un semplice ambiente chiuso da una mwbl8volta a botte acuta, esattamente come appare dalla facciata internacite-ref-torrioneuno-97-1[97]. Dal 1677 la facciata esterna viene inglobata in un ricco paramento così come appare oggicite-ref-torrioneuno-97-2[97]. Si tratta di una coppia di colonne binate a fasce orizzontali, poggianti su mwbmgpiedritti e terminanti con mwbmkcapitelli tuscanici, che sorreggono due mwbmotrabeazioni da cui si innalzano i rispettivi mwbmstimpani. Nell'ambiente superiore è uno stemma dei Savoia e una statua della mwbmwMadonna del Carmine. Una cornice unifica l'ambiente sovrastante al resto della struttura. Fiancheggiano la porta una torre normanna rettangolare, sulla destra, e una torre angioina cilindrica, sulla sinistracite-ref-102[102]. Il riferimento al Carmine deriva anche dal fatto che si trovasse in prossimità del convento dei mwbneCarmelitani (ora l'immobile ospita l'orfanotriofio provinciale femminile mwbniMaria Cristina di Savoia)cite-ref-sylos-96-1[96].

Torri di campagna

Oltre alle torri che costellano la cinta muraria della città, sono presenti, nell'agro bitontino, diverse torri di campagna, realizzate soprattutto per scopi difensivi:

• Torre Santa Croce fu addossata alla chiesa omonima nel XV secolo;
• Torre Spoto, è situata nelle vicinanze della strada che porta a mwbnwRuvo di Puglia. È realizzata su tre livelli, i primi due coperti da mwbn0volte a botte, mentre il terzo livello è privo di copertura. Questa torre è stata il quartier generale di Montemar e delle sue truppe durante la battaglia di Bitonto;
• Torre D'Agera, del XV secolocite-ref-103[103]; è situata in direzione di mwbomGiovinazzo e apparteneva alla nobile famiglia degli Agera. Fortemente degradata, si estende su due livelli e conserva una mwboqbifora;
• Torre Pingiello, fu innalzata probabilmente agli inizi del mwboy1700. Nei pressi della torre sono stati rinvenuti frammenti ceramici databili al V secolo a.C.cite-ref-104[104];
• Torre Carriere, appartenente a una famiglia proveniente dal mwbowVeneto, risale invece al 1621, come riporta l'mwbo0architrave dell'ingresso;
• Situata a ridosso della mwbo8lama è la torre Pozzo Cupo del XVI secolo;
• Torre Morea, si trova sulla strada che portava a Silvium (mwbpeGravina di Puglia). Fu realizzata nel XVI secolo, si eleva su due piani ed è adornata all'ingresso da una nicchia un tempo affrescata;
• Torre Ranocchio, datata ai primi anni del XVI secolo; si erge su due piani ed è situata in direzione di mwbpmPalo del Colle.

Obelischi

Guglia dell'Immacolata
La guglia o gloria dell'mwbpwImmacolata è un piccolo obelisco mwbp0barocco situato su piazza Cattedrale. Fu realizzata in seguito a una scossa di mwbp4terremoto avvenuta nel 1731cite-ref-105[105]. La scossa provocò diversi danni nei dintorni mentre Bitonto rimase intatta. Tale evente fu ritenuto miracoloso e accrebbe la devozione per l'Immacolata, in memoria della quale fu realizzato questo obelisco. La guglia fu commissionata dalla famiglia Calamita. A base quadrangolare con gli angoli smussati si eleva per quattro ordini, l'uno più piccolo dell'altro, in cui sono interposte tre cornici. Su di essi insistono dei mwbqmputti seduti o in piedi con mwbqqcartegloria e lampade. In cima svetta la statua mwbqubronzea dell'Immacolata.
Obelisco Carolino
Si trova su piazza mwbqgXXVI Maggio 1734, fu costruito su ordine di mwbqkCarlo III di Borbone nel 1741, in ricordo della mwbqobattaglia che gli assicurò il mwbqsRegno delle Due Sicilie. L'obelisco fu progettato da mwbqwGiovanni Antonio Medranocite-ref-106[106], autore della mwbrereggia di Capodimonte e del mwbriTeatro Massimo di mwbrmPalermo. La base è costituita da un mwbrqcrepidine su cui è allocato il mwbruplinto, di base quadrata con angoli smussati. Per ciascun lato sono apposte targhe marmoree recanti, in latino, una sintesi della battaglia e il ruolo degli autori della battaglia: Carlo III, mwbryFilippo V di Spagna e il mwbrcduca di Montemar. Il basamento termina con una cornice su cui si innalza una lunga piramide che fa raggiungere all'obelisco l'altezza di 18 metri. Qui è apposto, su ciascun lato, un simbolo bellico: fascio, scudo, bandiera e corazza. Sulla sommità sono situati quattro stemmi dei Borbone con, in cima, una corona regia.

Aree naturali

Il comune di Bitonto fa parte del mwbsuParco nazionale dell'Alta Murgia. Le parti più interne del territorio comunale, per un totale di 1mwbsy 959 ettari, sono comprese entro i confini del Parcocite-ref-parco-107-0[107], che si estende per 68mwbss 077 ettari complessivicite-ref-parco-107-1[107]. Parte di quest'area ospita il bosco comunale, noto anche come Bosco Rogadeo, oltre alla masseria Pietre Tagliate, tipico esempio di architettura rurale dotata anche di uno mwbtajazzo. La presenza animale in questo spazio è caratterizzata da istrici, volpi e tassi, ma ci sono anche rettili come lucertole sicule, vipere e bisce. Il parco ospita inoltre la più numerosa popolazione italiana della specie prioritaria mwbtefalco naumanni, comunemente noto come grillaio, ed è una delle più numerose dell'Unione Europea.
L'mwbtuarea protetta, identificata come parco naturale attrezzato nel 1980 e come parco naturale regionale dal 2007cite-ref-108[108], si estende per 504 ettari tra i comuni di mwbtoBari e Bitonto, lungo il percorso dell'omonima mwbtslama. Il parco include un tratto della lama che attraversa il centro abitato bitontino. Il torrente che vi scorre, chiamato un tempo mwbtwTiflis, è solitamente in secca, ma in occasione di abbondanti precipitazioni si gonfia per l'apporto di acqua piovana. Dal punto di vista naturalistico la lama è area di sosta per l'mwbt0avifauna e mantiene in ampi tratti l'originaria mwbt4macchia mediterranea. I numerosi casali, chiese e masserie, oltre che i resti di epoca mwbt8protostorica restituiti dalle numerose cavità naturali, attestano la continua frequentazione umana del sito.

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiticite-ref-109[109]

Etnie e minoranze straniere

Gli stranieri residenti a Bitonto al 31 dicembre 2022 erano 899, pari al 2,13% della popolazione.cite-ref-110[110]

Lingue e dialetti

Il dialetto bitontino appartiene ai dialetti pugliesi centrali. È stato oggetto di numerosi studicite-ref-111[111], e reca traccia della lunga presenza di dominazioni diverse (greca, francese, austriaca e spagnola).

Nella pronuncia dialettale tutte le vocali protoniche e postoniche, esclusa la "a" protonica, hanno ceduto il posto a una "e" muta simile a quella francesecite-ref-112[112]. Le vocali accentate sono rimaste tali in sillabe chiuse (ad esempio l'italiano "mosca" diventa "mòsche"), mentre si sono trasformate in dittonghi diversi in sillabe aperte:

La "a" muta nel dittongo "èu" (ad esempio "mano" in italiano, diventa "mèune").
La "e" si trasforma nel dittongo "ài" o "èi" (ad esempio, l'italiano "treno" diventa "tràine" o "trèine").
La "i", muta nel dittongo "ói" (ad esempio, l'italiano "partita" diventa "partóite").
La "o", diviene invece "àu" (ad esempio l'italiano "scopa" diventa "scàupe").
La "u" si trasforma nel dittongo "ìu" o "éu" (ad esempio, l'italiano "tu" diventa mwbv0téue o "tìue").

L'articolo singolare femminile è "la", quello singolare maschile "u", mentre il plurale di entrambi i generi è "re".

Religione

Bitonto, con Bari, è sede dell'arcidiocesi di Bari-Bitonto. La diocesi di Bitonto ha un'origine che può essere fatta risalire al tempo della piena conversione della Puglia. La cronotassi episcopale parte infatti dal 515. Sebbene vi siano notizie confuse circa la presenza di un certo Andreano, vescovo di Bitonto intorno al 734cite-ref-113[113], il primo vescovo di Bitonto di cui si hanno notizie dettagliate fu Arnolfo nel 1087. Nel 1818 la diocesi di Bitonto venne unita mwbwymwbwcaeque principaliter a quella di Ruvo ma nel 1978, con le dimissioni del vescovo Marena, la diocesi fu affidata in amministrazione apostolica a vescovi delle diocesi vicine e il 30 settembre 1982 fu nuovamente separatacite-ref-114[114].

Il 26 febbraio 1984 è da ricordare la visita di mwbw0Papa Giovanni Paolo II a Bitonto nel cui discorso rende omaggio ai cittadini bitontini: «il mio viaggio a Bari sarebbe stato incompleto senza questo incontro con voi, uomini e donne di Bitonto che con la vostra quotidiana fatica rendete feconda questa terra, traendone prodotti abbondanti e universalmente apprezzati»cite-ref-115[115].

Bitonto fu dapprima unita mwbxmmwbxqin persona episcopi all'arcidiocesi di Bari-Canosa e poi, con la riforma del 1986 che riordinò le sedi diocesane in Italia, fu aggregata a questa, assumendo il suo nome attuale. In occasione del mwbxuCongresso eucaristico nazionale del maggio 2005, l'mwbxyarcidiocesi di Bari-Bitonto fu meta del primo viaggio apostolico di mwbxcBenedetto XVI dopo l'elezione a papa.

Numerose nella città le associazioni e confraternite laicali:

• Arciconfraternita Sant'Anna;
• Arciconfraternita Immacolata Concezione;
• Arciconfraternita Santa Maria del Suffragio;
• Arciconfraternita Santissimo Rosario;
• Arciconfraternita Maria Santissima del Carmelo;
• Confraternita Sant'Antonio di Padova;
• Monte dei Morti della Misericordia;
• Confraternita Maria Santissima Annunziata;
• Confraternita Santissimo Crocifisso;
• Confraternita San Michele Arcangelo;
• Confraternita Santa Lucia;
• Confraternita San Giuseppe;
• Confraternita Sant'Isidoro Agricola;
• Confraternita Santa Filomena;
• Confraternita Sacro Cuore di Gesù;
• Confraternita San Francesco da Paola;
• Confraternita San Filippo Neri;
• Confraternita Maria Santissima delle Grazie;
• Confraternita San Pasquale Baylon;
• Associazione Maria Santissima di Loreto;
• Associazione Santa Rita da Cascia;
• Terz'Ordine francescano.

Tradizioni e folclore

Festa patronale dell'Immacolata concezione
La città di Bitonto venera come santa patrona l'mwbzkImmacolata Concezione dal 1703, anno in cui il Capitolo Cattedrale decise di renderla patrona della diocesi e della città. La devozione nei Suoi riguardi tuttavia, si accrebbe nel 1731, quando il comune rimase intatto in seguito alla scossa di mwbzoterremoto che provocò invece diversi danni nei dintorni. Questo evento difatti, fu attribuito all'Immacolata e in suo onore fu quindi fatta erigere in piazza Cattedrale la guglia dell'Immacolata. È però il miracolo occorso tre anni dopo durante la mwbzsbattaglia di Bitonto, che consolida definitivamente la figura dell'Immacolata come patronacite-ref-natale-116-0[116] Secondo la tradizione infatti la Vergine sarebbe apparsa al Generale delle truppe spagnole, Montemar, intimandogli di salvare la città dal saccheggio e dalla distruzione. La festa patronale in onore dell'Immacolata si svolge il mwbaa26 maggio e per i giorni successivi con processioni, manifestazioni civili e religiose. Dal 1985 si svolge la rievocazione della mwbaeBattaglia di Bitontocite-ref-corteo-117-0[117], in cui viene rappresentata la società di Bitonto nel periodo della battaglia.

Festa esterna dei Santi Medici Cosma e Damiano
Evento sicuramente tra i più importanti per la città è la festa esterna dei mwbakSanti Medici. Il culto dei Santi Medici, secondo quanto risulta da alcune testimonianze iconografiche, è introdotto in città fin dal XIV secolo. Il primo mwbaodocumento che attesta la presenza della reliquia delle braccia e delle mani a Bitonto risale però al 1572cite-ref-118[118], data di svolgimento della mwba8visita pastorale di monsignor Musso. Il culto dei Santi Cosma e Damiano è stato anche segnalato da mwbbaGiovanni Paolo II, come potente fattore di promozione di unità della mwbbeChiesa fra Oriente e Occidentecite-ref-119[119]. Il rito consiste in una mwbbyprocessione, chiamata mwbbcintorciata, che si svolge la terza mwbbgdomenica di mwbbkottobre e dura dodici ore circa a partire dalle 8:00. Le immagini dei santi, che sono portate con estrema lentezza, chiudono la processione, precedute dai più devoti, che svolgono il percorso con lo sguardo rivolto alle statue (quindi camminando all'indietro) e molti dei quali a mwbbopiedi nudi e portando sulle mwbbsspalle pesanti mwbbwceri.

Settimana santa di Bitonto
Particolarmente rilevanti i riti della mwbcqsettimana santa della città. La prima edizione della processione dei Misteri è del 1714, anno in cui è documentata anche la committenza allo scultore andriese Gaetano Frisardicite-ref-paci-120-0[120] della realizzazione o restauro delle cinque statue lignee dei Misteri a cui si aggiunsero in seguito il mwbckCristo Deposto e Lmwbco'mwbcsAddolorata nel 1721cite-ref-paci-120-1[120] e, solo dal 2007, una mwbdaDeposizione, portando a otto il numero delle immagini portate in processione. Nella processione di Gala, sono esposti un mwbdeCristo Deposto del 1880cite-ref-sms-121-0[121], una Addolorata lignea dei primi del Settecentocite-ref-sms-121-1[121], la copia della mwbdoSacra Sindone realizzata nel 1646cite-ref-122[122] e il trofeo floreale che custodisce il mwbd8Legno Santo, due schegge che la tradizione attribuisce alla mwbeaSanta Croce. Alle processioni partecipano le confraternite della città, le forze cittadine di mwbeePolizia, mwbeiCarabinieri e mwbemGuardia di Finanza oltre a rappresentanti dell'amministrazione comunale. Tipicamente bitontino l'uso per i portatori in entrambe le processioni dello stiffelio, un lungo ed elegante abito nero corredato di una camicia bianca e papillon. Entrambe le statue dell'Addolorata recano una composizione quadrilobata di 111 candele che ne rendono spettacolare il passaggio.

Istituzioni, enti e associazioni

• Sezione distaccata del Tribunale di Baricite-ref-123[123];
• Ospedale civile "Umberto I"cite-ref-124[124].

Cultura

Istruzione

Biblioteche

• mwbfkBiblioteca comunale "Eustachio Rogadeo": la biblioteca comunale prende il nome dal palazzo che la ospita, donato nel 1966 dall'omonima famiglia al Comune per essere adibito a biblioteca civica e a museo. La biblioteca contiene un ingente patrimonio librario: circa 60mwbfo 000 volumi di cui cospicuo è il numero di mwbfscinquecentine, mwbfwincunaboli e mwbf0manoscritticite-ref-125[125];
• mwbgmBiblioteca diocesana: nata come biblioteca del seminario, nel 1738 è diventata biblioteca vescovile. Possiede circa 50mwbgq 000 volumicite-ref-126[126] ed è allocata al piano terra dell'ex seminario vescovile, dove oggi ha sede anche il museo diocesano e l'archivio storico diocesano;
• mwbgoArchivio storico diocesano: raccoglie i libri del Capitolo della cattedrale (deliberazioni, introiti ed esiti, donazioni, testamenti, platee, atti amministrativi) ma anche registri dei battesimi, matrimoni e morte, benefici, platee, concorsi parrocchiali. Conserva gli archivi di quasi tutte le confraternite bitontine e i materiali di monasteri e conventi soppressi e circa 500 pergamene datate dal sec. XIVcite-ref-127[127];
• mwbhaBiblioteca "Antonio De Capua": è la biblioteca del Centro Ricerche di Storia e Arte - Bitonto fondata nel 1968 e consta di circa 8000 volumicite-ref-128[128] e raccoglie i volumi della collana "Studi Bitontini" e altre pubblicazioni inerenti per lo più la storia, l'arte e l'architettura locali;
• mwbhyBiblioteca dei musicisti pugliesi: la biblioteca fu istituita dall'Associazione musicale "Tommaso Traetta" e raccoglie pubblicazioni dei musicisti locali e pugliesi.

Scuole

• Scuole primarie: 9 scuolecite-ref-scuole-129-0[129];
• Scuole Secondarie di I grado: 5 scuolecite-ref-scuole-129-1[129];
• Scuole Secondarie di II grado: 7 scuole (3 licei, 2 istituti tecnici e 2 professionali)cite-ref-scuole-129-2[129].

Musei

È la galleria nazionale di mwbjyarte moderna della mwbjcPuglia. È intitolata ai bitontini Girolamo e Rosaria Devanna che ne hanno permesso l'apertura donando la loro collezione nel 2004. Essa raccoglie 229 mwbjgdipinti e 108 mwbjkdisegni attribuiti a importanti mwbjoartisti italiani e stranieri, databili tra il XVI e i primi del XX secolocite-ref-130[130]. Vi sono esposti 166 mwbj8dipinti suddivisi in cinque sezioni, nella cornice del mwbkarinascimentale mwbkepalazzo Sylos-Calò. Al piano superiore sono sistemate le altre sezioni. In quella del Cinquecento sono esposte soprattutto opere di artisti mwbkiVeneti e mwbkmmeridionali, alcune di forte influenza bizantina, ma anche opere di artisti di altre zone d'Italia. Nelle sale del Seicento e del Settecento sono esposte opere di autori italiani e stranieri disposti per tematiche. Nella sala dell'Ottocento si concentrano i ritratti ma anche scene di storia e nature morte, sempre di autori italiani e stranieri. L'ultima sezione, al piano inferiore, è dedicata agli artisti del Novecento italiani, soprattutto meridionali, ma anche stranieri e d'oltreoceano.
Creato tra il 1969 e il 1970cite-ref-musei-131-0[131], si tratta del museo dell'mwbksarcidiocesi di Bari-Bitonto, che raccoglie i beni artistici della cattedrale di Bitonto e di altre chiese del territorio bitontino. Il museo ha sede presso l'ex seminario vescovile annesso alla mwbkwchiesa di San Francesco della Scarpa. La struttura, articolata su due livelli e dotata di un giardino pensile, conserva oltre 2500 pezzi che ne fanno il museo diocesano più grande del mwbk0Mezzogiornocite-ref-132[132].Il primo piano è dedicato alla pittura dell'Ottocento e del Novecento in Puglia; il secondo piano è dedicato ai dipinti del Seicento e del Settecento ma espone anche sculture del Quattrocento e del Seicento. Di particolare interesse un'mwbliicona lignea raffigurante la Vergine di autore mwblmbizantino databile al XII secolo e un crocefisso del XIV secolo di scuola umbracite-ref-musei-131-1[131]. Nel terzo piano sono sistemate opere realizzate da artisti della scuola bitontina del XVII secolo (Alfonso de Corduba, mwblgCarlo Rosa, mwblkNicola Gliri, Francesco Altobelli).

Il museo offre un quadro molto dettagliato di quella che fu la mwbmiciviltà peucezia e la vita culturale della città in quel periodo storico. Ospita reperti datati fra il VI e il III secolo a.C.cite-ref-musei-131-2[131] rinvenuti nella mwbmcnecropoli di mwbmgvia Traiana a Bitonto. I corredi funerari esposti sono ricchi di reperti ceramici e metallicicite-ref-musei-131-3[131] e che consentono quindi di tracciare l'evoluzione economica e sociale della civiltà peucezia e di conoscerne usi e costumi. Si passa così da reperti a decorazione geometrica, più antica, a mwbm0ceramica a vernice nera e mwbm4ceramica a figure rosse, tipiche della civiltà greca. Tra i reperti metallici: mwbm8cinturoni, mwbnalance, e un mwbneelmo corinzio, a testimonianza della cultura guerriera dei Peucezi, ma anche reperti attribuiti a figure femminili come statuette, mwbnipesi da telaio in mwbnmterracotta, mwbnqanelli e mwbnufibule in mwbnybronzo e in mwbncargento.
Museo civico "Eustachio Rogadeo"
Venne aperto al pubblico nel 1962, prendendo il nome dal palazzo che lo ospita (dove ha sede anche la biblioteca comunale), il mwbnoseicentesco palazzo Rogadeo, sede anche della biblioteca comunale. Vi sono esposti soprattutto reperti mwbnsarcheologici come ceramiche di epoca greco-romana rinvenuti nel territorio bitontino, un monetario, sculture e dipinti del XVII-XVIII secolo. Al pianterreno vi è la pinacoteca che conserva opere di artisti pugliesi dell'Ottocento, della donazione mwbnwCuonzocite-ref-133[133].

Media

Stampa

• "mwboyDa Bitonto", quotidiano online e periodico mensile cartaceo diretto da Mario Sicolocite-ref-134[134];
• "mwbowBitonto", pagina dedicata a Bitonto dalla "Gazzetta di Bari", all'interno della mwbo0Gazzetta del Mezzogiorno;
• "mwbo8Primo piano", rivista culturale online, già periodico mensile cartaceo in passato, diretta da Mimmo Laroverecite-ref-135[135];
• "mwbpuBitontoviva", quotidiano online di informazione localecite-ref-136[136];
• "mwbpsBitontoLive", quotidiano online di informazione locale;cite-ref-137[137]
• "mwbqeStudi Bitontini", rivista semestrale scientifica di ricerca storico-artistica, espressione del Centro Ricerche di Storia ed Arte-Bitonto. Diretta da Silvio Fioriello (direttore editoriale) e Marino Pagano (direttore responsabile).

Radio
Una certa importanza nel settore radiofonico locale ha avuto "Bitonto Radio International", che è stata una delle prime mwbqustazioni radiofoniche libere italiane e la prima della regione: fu fondata infatti nel 1976 da Filippo D'Agostino, che due anni dopo si trasferisce in Basilicata, dove fonda Basilicata radio 2cite-ref-138[138]. In FM rimane ancora attiva Radio One, che offre una programmazione incentrata sulla mwbqomusica rockcite-ref-139[139]. La radio locale e webtv "radio doppio zero", radio ufficiale del mwbq8Bitonto Calcio, si occupa invece prevalentemente di informazione localecite-ref-140[140].

Cinema

Diverse personalità bitontine sono state più volte presenti sul "grande schermo": mwbryMichele Mirabella, mwbrcMimmo Mancini, mwbrgBianca Guaccero e mwbrkPippo Mezzapesa.

Il film di mwbrsLucio Fulci mwbrwmwbr0Non si sevizia un paperino, è ispirato a una storia vera avvenuta a Bitonto nel 1971 quando la città fu teatro di una serie di delitti dove le vittime erano bambini, da cui appunto il regista trasse spunto per il soggettocite-ref-141[141].

Il Comune di Bitonto si è trasformato in un set cinematografico in diverse occasioni: la prima fu nel 2001 con la miniserie mwbsmAma il tuo nemico 2, mwbsqfiction che aveva per protagonisti mwbsuAndrea Di Stefano, l'allora giovanissima mwbsyBianca Guaccero, l'attore barese mwbscMichele Venitucci e mwbsgImma Piro. Nell'anno 2004 scorci di Bitonto furono ripresi nel film mwbskmwbsoL'amore ritornacite-ref-142[142] del regista pugliese mwbs8Sergio Rubini, con mwbtaMargherita Buy e mwbteMariangela Melato.

Nel 2008 è interamente girato a Bitonto il cortometraggio mwbtmPinuccio Lovero. Sogno di una morte di mezza estate, dal già citato mwbtqPippo Mezzapesa; Viene ripreso il centro storico di Bitonto e il cimitero della frazione di mwbtuMariottocite-ref-143[143]. Tra il 2010 e il 2011 esce, in alcune sale pugliesi, il film mwbtomwbtsPiripicchio - L'ultima mossa, con molte scene girate in Bitonto. Nel 2012 sono girate alcune scene nel centro storico di Bitonto della mwbtwfiction mwbt0Volare - La grande storia di Domenico Modugno del regista mwbt4Riccardo Milani con mwbt8Beppe Fiorello. Nel 2018 viene girato quasi interamente a Bitonto il film mwbuaBar Giuseppe del regista mwbueGiulio Base, tra le cui musiche sono inserite anche le note del compositore bitontino mwbuiTommaso Traettacite-ref-144[144]. Da ricordare anche il film "Tommaso Blu", del 1988, produzione italo-tedesca, con Alessandro Haber. Alcune scene sono state filmate nei pressi della cattedrale di Bitonto.

Cucina

Ricca è la cucina bitontina, che annovera diversi piatti tipici. Tra questi è la mwbu0ciallédde, preparato con pane bagnato, pomodorini, olio e sale. Piatti simili sono diffusi in tutta la Pugliacite-ref-145[145]. Diffusi sul territorio murgiano sono i mwbvilampascioni, una pianta che genera dei bulbi dalla forma di piccole cipolle, che sono raccolti e lasciati a mollo almeno due giorni, dopo i quali sono pronti per essere serviti, solitamente conditi con mwbvmsale e mwbvqolio d'oliva.

Tipica è anche la mwbvyfocaccia di mwbvcpatate, un piatto occasionale che per tradizione si mangia la domenica. L'impasto consiste in farina, olio d'oliva, pomodori e patate macinate. Il tutto viene poi cotto in forno per circa 15-20 minuti.

Rinomati i dolci legati alle tradizioni festive. Legata al periodo di Ognissanti è ad esempio la colva, preparata con grano ammorbidito nell'acqua, chicchi di melograno e di uva, scaglie di cioccolato fondente, il tutto legato insieme dal vin cotto di uvacite-ref-146[146].

Tipiche del periodo mwbv4natalizio sono, invece, le mwbv8cartellate, e i cuscinetti. Le prime sono dei nastrini di una sottile sfoglia di pasta preparata con farina, olio e vino bianco, avvolti su sé stessi sino a formare una sorta di "rosa" che sono poi fritte in abbondante olio e passate nel vin cotto di uva, di fichi, o di fichi d'India. Talvolta il vino bianco è sostituito con del succo di arancia.

Con lo stesso impasto si preparano i cuscinetti: piccoli rettangoli di pasta farciti con mwbwupasta reale chiusi per formare piccoli cuscinetti e cosparsi di zucchero a velo se cotti al forno oppure rigirati nello zucchero semolato se fritti.

A mwbwcPasqua, invece, si prepara la mwbwgscarcella, una ciambella o colomba di cioccolato di pane addolcito con della glassa. La ricetta tipica prevede anche un uovo sodo al centro. mwbwkCarnevale è l'occasione per la preparazione delle mwbwochiacchiere, mentre il dolce simbolo della città è il mwbwsbocconotto. La ricetta era un segreto delle suore del monastero di Santa Maria delle Vergini.

Eventi

Beat Onto Jazz Festival
Si tratta di una manifestazione mwbxaJazz nata nel 2001 con finalità divulgative. Si svolge in alcuni giorni del mese di agosto presso piazza Cattedrale, e col tempo è diventata una realtà importante nel panorama jazz del Meridionecite-ref-147[147].
Traetta Opera Festival
Il Traetta Opera Festival nasce nel 2005 con lo scopo di riscoprire e rivalorizzare la figura del musicista bitontino mwbxcTommaso Traettacite-ref-148[148]. Si tiene a cavallo tra ottobre e novembre. In questo periodo si tengono convegni sulle opere di Traetta e sono eseguiti brani del musicista nelle piazze della città. Si esibiscono anche i vincitori dell'edizione precedente del concorso internazionale di mwbxwcanto lirico, organizzato dal festivalcite-ref-149[149].

Festival Italia – Giappone
Nell'edizione del 2011 del Traetta Opera Festival si è stretta una relazione culturale con la Tokio International Choir, che ha portato in città una ottantina di cantanti musicisti e appassionati mwbyqgiapponesicite-ref-150[150]. È nato così anche il Festival Italia – Giappone, dove la Tokio International Choir e la Tokio Opera organizzano una serie di concerti a Bitonto e in altre località della Pugliacite-ref-151[151]. Il festival organizza un concorso per giovani cantanti lirici, intitolato al cantante lirico bitontino mwby0Caffarelli, che si tiene nella cornice del mwby4teatro Traetta.

Geografia antropica

Urbanistica

Il nucleo storico della città, di forma trapezoidale, è delimitato a tratti dai resti delle mura di periodo normanno. Si è sviluppato a partire dal quartiere chiamato "cicciovizzo", situato tra il torrente Tiflis a sud e la mwbzovia Traiana (che vi giungeva da mwbzsRuvo di Puglia) che lambiva l'abitato a nord, attraversando probabilmente la zona di porta Robustina fino ad arrivare a porta La Majacite-ref-152[152]. Lo sviluppo urbano si è, nei secoli, spinto a nord di tale quartiere, attratto dalla presenza della detta via Traiana, fino a raggiungere l'estensione e l'aspetto attuale.

Le strade del centro storico hanno andamento tortuoso, solo raramente seguono uno schema definito. Sparsi per tutto il borgo antico sono gli archi e le corti. Le strutture rilevanti più antiche presenti nel centro storico risalgono al mwb0ebasso Medioevocite-ref-153[153], le più recenti al primo Ottocento.

Lo sviluppo urbano ottocentesco si diparte a raggiera verso nord-estcite-ref-154[154], in direzione di Santo Spirito e Giovinazzo, e, in parte, verso ovest in direzione di Terlizzi e Ruvo. La caratteristica che contraddistingue la zona ottocentesca è l'aspetto ordinato dei quartieri, divisi da alcuni assi viari che nella maggior parte dei casi si diramano dalla zona di porta Baresana.

È questo il punto di incontro di ben tre mwb0wpiazze: piazza Cavour, interna alle mura del centro storico, piazza Moro, che si forma dall'incontro tra via Repubblica e il corso, e piazza Marconi, che unisce via Crocifisso e via Traetta. Il corso ospita palazzo Gentile, l'attuale sede del Comunecite-ref-155[155].

Lo sviluppo di primo Novecento non è separato in modo deciso dalla zona ottocentesca: conserva, anzi, una soluzione di continuità con essa. La mwb1iferrovia, a nord, rappresenta il limite naturale del centro abitato, oltre il quale si sviluppa la zona artigianale. A est si ha invece la mwb1mzona 167, mentre a ridosso della S.P. 231, si estende la zona industriale, che si presenta come propaggine della zona industriale di Bari.

Degna di nota è la rete fognante di Bitonto, tra le più antiche d'mwb1uEuropa, realizzata secoli prima di quelle di mwb1yNapoli e mwb1cParigi. La sua costruzione risale al 1512 e fu completata nei primi anni del Seicentocite-ref-156[156].

L'intero centro abitato è inscritto in un anello stradale, noto come mwb10Strada Poligonale di Bitonto, che forma un cerchio quasi perfetto di mwb143 km circa di raggio. Venne ideata e realizzata tra il 1946 e il 1948 dal presidente del consorzio delle mwb18strade vicinali Giuseppe Cazzolla con lo scopo di facilitare l'arrivo in città dalla campagna ma, nel tempo, è diventata un anello di congiunzione dei vari assi stradali che raggiungono la cittàcite-ref-157[157].

Frazioni

• mwb2cMariotto (circa mwb2g2 300 abitanti) si trova a circa mwb2k15 km da Bitonto e in posizione leggermente più elevata (mwb2o240 m mwb2ss.l.m.). Il nome deriva dal feudo di Mariotto dei Verità, con numerose tenute e masserie. L'attività prevalente è l'mwb2wagricoltura (mwb20olivicultura e mwb24vigneti) e vi si produce il vino "San Barbato";
• mwb3aPalombaio (circa mwb3e3 000 abitanti), si trova a circa mwb3i8 km da Bitonto, a metà strada fra mwb3mRuvo di Puglia e mwb3qPalo del Colle. Negli ultimi anni è stata soggetta a un notevole sviluppo demografico, che ne ha visto raddoppiare la popolazione. Nel mwb3uperiodo natalizio vi si svolge un mwb3ypresepe vivente.

Economia

L'economia cittadina è da sempre legata all'agricoltura, principalmente all'ulivo. Ad essa si affianca un'organizzazione industriale basata sull'olio. Sul territorio, insistono migliaia di piccole e medie aziende agricole a conduzione prettamente familiare molte di esse associate nelle due Cooperative esistenti "Produttori Olivicoli Bitonto" e mwb3oCima di Bitontocite-ref-158[158]. La città è stata definita come mwb38città degli ulivicite-ref-159[159]. Sul territorio comunale insiste, benché in crisi, la manifattura tessile, con una quarantina di siti produttivi e oltre trecento aziende del settore abbigliamento.

In crescita il mwb4uturismo, soprattutto culturale, ma anche naturalistico. Il mwb4ycommercio è basato soprattutto sulle tradizionali mwb4cfiere ("fiera di San Leone" e "fiera dei Santi Medici").

Agricoltura

Bitonto, con un patrimonio di oltre mwb481 700 000 alberi di ulivo si impone tra i maggiori produttori in Italia di olio d'oliva. Il territorio comunale, infatti, produce un mwb5aolio extravergine d'oliva ricavato dalla mwb5evarietà di olive "Cima di Bitonto", diffusa in molti dei comuni circostanti.

L'olio di Bitonto, la cui produzione si è particolarmente sviluppata nel corso del XX secolo, è caratterizzato da una bassissima acidità (0,21%)cite-ref-160[160], e viene esportato in tutta Europa e in America. Bitonto è anche membro dellmwb5c'mwb5gAssociazione Nazionale Città dell'Oliocite-ref-161[161]. È commercializzato come mwb50Terra di Bari a mwb54denominazione di origine protetta con la menzione geografica aggiuntiva mwb58Bitontocite-ref-162[162].

Accanto alla produzione olearia, la campagna di Bitonto è adibita ad altre colture arboree, quali il mwb6umandorlo, il mwb6ypero, il mwb6cfico e il percoco (che produce frutti simili alle mwb6gpesche): vengono inoltre coltivati i mwb6kcereali e, oltre la frazione di Mariotto, la vite, dalla quale si ricava l'uva destinata alla produzione di mwb6ovino (tra cui i vini mwb6sZagarello e mwb6wSan Barbato).

Il settore agroalimentare si caratterizza per alcuni tipici prodotti da forno come il pane locale, la mwb64focaccia casereccia, e anche i taralli, conosciuti nella zona come i mwb68taràlle de màsse. Minoritario è l'allevamento (bovino) dal quale deriva però una piccola produzione di mwb7alatte.

Industria

L'industria è sviluppata con insediamenti siderurgici, di lavorazione di pelli, per la produzione di mwb7mceramica, lavorazione di conglomerati bituminosi, lavorazione di pneumatici, lavorazione di vinacce e frantoi, calce viva, scatolifici, mwb7qgomma soffice, prefabbricati, mwb7ufalegnameria industriale.

L'mwb7cattività artigianale e della piccola industria mette sul mercato nazionale e internazionale soprattutto i prodotti della confezione, dell'mwb7gabbigliamento e della meccanica leggera: l'indotto conta oltre 1200 aziende con circa 13mwb7k 000 addetti. È anche prevista la costruzione, sulla direttrice Bitonto-Giovinazzo, di insediamenti mwb7oindustriali dotati delle più moderne mwb7sinfrastrutture e reti, mwb7wecologicamente attrezzate, in grado di attrarre insediamenti di mwb70aziende che producono beni e mwb74servizi ad alto contenuto mwb78tecnologico, su un'area di circa 800 ettaricite-ref-163[163].

Turismo

Il settore turistico a Bitonto sta vivendo un periodo di forte crescita. Già nel 2007 le presenze turistiche in città sono aumentate del 350% rispetto al 2006, risultando così il comune più virtuoso della provinciacite-ref-164[164].

Il turismo è legato soprattutto all'itinerario romanico, in cui Bitonto è una delle tappe principali con la sua cattedrale. Gli scavi archeologici che hanno riportato alla luce la chiesa paleocristiana l'hanno inoltre trasformato in un museo, attraverso l'esposizione degli oggetti ivi rinvenuti. Il polo museale cittadino comprende inoltre la Galleria nazionale, il Museo diocesano e il Museo archeologico.

Ma il turismo cittadino si appoggia anche gli eventi storici come la festa patronale, col corteo storico, i riti della settimana santa, la festa esterna dei santi Medici, che muovono in città numeri consistenti di visitatori e pellegrinicite-ref-165[165]; e agli eventi culturali come il Beat-Onto Jazz Festival e il Bitalk che portano in piazza il primo artisti della scena jazz nazionale e internazionale, il secondo volti noti dello spettacolo, della politica e della scena artistica italiana.

Un ruolo nel settore è dato anche dal patrimonio naturalistico come lama Balice e l'alta Murgia, parchi naturali che accolgono appassionati di mountain bike ed escursionisti.

Infrastrutture e trasporti

Strade

Il casello autostradale di Bitonto dell'mwb9uautostrada A14 Bologna-Taranto è situato in territorio comunale, tre chilometri a nord dal centro. La città è servita inoltre dalla mwb9ySP 231 (già SS 98 andriese-coratina), che costeggia il centro cittadino nella parte meridionale fungendo quasi da tangenziale: questa arteria collega Bitonto a est con Modugno, ove si innesta sulla mwb9cstrada statale 96 per Bari e Altamura, e a ovest con i centri interni del nord-barese.

Ferrovie

Bitonto è servita dalla mwb94ferrovia Bari-Barletta gestita dalla mwb98Ferrotramviaria, che ricalca il percorso della mwb-aprecedente tranvia a vapore. Le città collegate ai due capilinea sono quelle interne del nord baresecite-ref-166[166].

Fino al 1963, la città era servita da una breve linea ferroviaria, la mwb-yBitonto-Santo Spirito, che collegava la città alla sua frazione costiera. Oggi parte di quel tracciato fa parte delle ferrovie del Nord Barese.

Da luglio 2013 è inoltre in funzione la variante, inquadrata come servizio FM2 delle mwb-gFerrovie del Nord Barese, che collega Bitonto con l'mwb-kaeroporto di Bari-Palese e si riallaccia alla linea Bari-Barletta nei pressi della mwb-ostazione di Fesca-San Girolamo toccando nell'ordine la mwb-sstazione di Aeroporto e mwb-wquella di Europa.

La città dispone di due impianti:

• la mwb-astazione centrale, situata su Piazza Ferdinando I D'Aragona;
• la mwb-istazione di Bitonto Santi Medici, su via La Pira, entrata in funzione nel luglio 2010cite-ref-167[167].

Mobilità urbana

L'A.S.V. gestisce i servizi di trasporto urbanocite-ref-168[168]. In particolare sono disponibili due linee che collegano la città anche alle sue frazioni. La Ferrotramviaria gestisce, oltre alle linee ferroviarie citate, anche autolinee che collegano la città a Bari passando per mwb-0Modugno e, nei festivi, autolinee che sostituiscono i treni nella tratta Bari-Barletta.

La mwb-8STP Bari gestisce le autolinee che collegano Bitonto ad mwcaaAdelfiacite-ref-stp-169-0[169], passando per mwcauPalo del Colle, mwcayBitetto, mwcacBinetto, mwcagGrumo Appula, mwcakSannicandro di Bari e mwcaoBitritto; a mwcasTorittocite-ref-stp-169-1[169], seguendo il percorso per Adelfia fino a Grumo; a mwcbaMolfettacite-ref-stp-169-2[169], passando per mwcbuGiovinazzo. La mwcbymwcbcCotrap collega Bitonto a mwcbgSanto Spirito.

Amministrazione

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 25 settembre 1987 | 31 maggio 1993 | Michele Coletti | PSI | Sindaco | [ 170 ] |
| 4 giugno 1993 | 20 giugno 1994 | Francesco Dimundo | PSI | Sindaco | [ 170 ] |
| 20 giugno 1994 | 6 dicembre 1994 | Mario Tafaro | - | Comm. pref. | [ 170 ] |
| 6 dicembre 1994 | 30 novembre 1998 | Umberto Kühtz | PDS | Sindaco | [ 170 ] |
| 30 novembre 1998 | 29 aprile 2008 | Nicola Pice | L'Ulivo | Sindaco | [ 170 ] |
| 29 aprile 2008 | 20 febbraio 2012 | Raffaele Valla | PdL | Sindaco | [ 170 ] |
| 20 febbraio 2012 | 21 maggio 2012 | Pasquale Minunni | - | Comm. pref. | [ 170 ] |
| 21 maggio 2012 | 11 giugno 2017 | Michele Abbaticchio | SEL / SI | Sindaco | [ 170 ] |
| 11 giugno 2017 | 21 giugno 2022 | Michele Abbaticchio | Indipendente e dal 2018 IiC | Sindaco | [ 170 ] |
| 21 giugno 2022 | in carica | Francesco Paolo Ricci | Centro-sinistra | Sindaco | [ 170 ] |

Gemellaggi

• mwcegBanja Lukacite-ref-171[171]

Sport

Calcio

Hanno sede nel Comune diverse società di calcio. L'mwcfqU.S. Bitonto Calcio, fondata nel 1921, è stata promossa per la prima volta nella sua storia in mwcfuSerie C dopo la vittoria del campionato di mwcfySerie D 2019-2020cite-ref-0-172-0[172]. Tuttavia, a causa di presunte combine avvenute nella partita contro il mwcfsPicerno del 5 maggio 2019 secondo l'autorità calcistica competente, ha visto sfumare questa possibilità quindi attualmente, nella stagione 2025-26, milita nel campionato di Eccellenza Pugliese.

L'associazione U.S.D. Olimpia Bitonto, fondata nel 1981, è affiliata al mwcf0Genoa e, nella stagione 2025-26, disputa il campionato di Prima Categoria Puglia.

Dal 2008 al 2018 è stata attiva la società A.S.D. Omnia Bitontocite-ref-173[173], che ha raggiunto la mwcgmSerie D nella stagione 2017-2018 dopo aver sconfitto ai play-off nazionali i mwcgqcampani dell'Afragolese. In seguito la società ha cambiato denominazione in mwcguUS Bitonto (nel frattempo l'Unione Sportiva Bitonto aveva ceduto il proprio titolo sportivo ad un'associazione calcistica della città di mwcgyMolfetta) per poter continuare la tradizione storica e sportiva neroverde.

Nel 2024 è stata formata la mwcggA.S.D. Pugliese che gareggia nel campionato di mwcgkterza categoria. Un'altra realtà del calcio bitontino, a livello giovanile, è il mwcgoBitonto Calcio Bellavista, fondata dall'omonimo calciatore, mwcgsAntonio Bellavista.

Calcio a 5

La città vanta una squadra di mwcg4calcio a 5 femminile, il mwcg8Bitonto Calcio a 5, che nel 2021 ha raggiunto la prima storica promozione in mwchaserie A e nella mwchestagione 2022-2023 ha vinto la Coppa Italia e lo scudetto, la prima volta per un club bitontino. L’anno successivo, le ragazze si sono ripetute vincendo coppa Italia, scudetto e supercoppa e ottenendo il titolo di vice-campionesse d’Europa.cite-ref-174[174]

La squadra maschile, lmwchc'mwchgASD Bitonto Futsal Club 2018, nella mwchkstagione 2022-2023 è stata promossa in mwchoserie A2 dopo aver disputato i play-off.

Pallavolo

La squadra maschile di mwch0pallavolo mwch4Comix Volleyball Bitonto in passato ha raggiunto la mwch8serie B1. Dopo la cessione del titolo, è nata una nuova società, l'ASD mwciaVolley Ball Bitonto, che nella stagione 2021-22 milita nel gruppo A di mwcieSerie D.

La squadra femminile di pallavolo, la mwcimVolley Ball Bitonto ha disputato nuovamente nella stagione 2018/2019, dopo alcuni anni di assenza, il campionato di mwciqserie C. La mwciuGS Robur A.S.D. Bitonto ha militato anch'essa in serie Ccite-ref-175[175].

Pallacanestro

Le squadre maschili cittadine di mwciwpallacanestro sono lo mwci0Sporting Club Bitontocite-ref-176[176] e lmwcji'mwcjmA.S.D.Virtus Bitontocite-ref-177[177]: ambedue sono attive sia a livello dilettantistico sia a livello giovanile e, in particolare, la prima nella stagione 2021-22 milita nel girone A del campionato di Serie D.

Altri sport

In città è presente anche una compagine tennistica, la mwcjoTennis Club Bitonto, fondata nel 1969cite-ref-178[178].

Lmwcka'mwckeA.S.D. Velosprintcite-ref-179[179] è la società mwckyciclistica bitontina fondata nel 1999 su impulso del ciclista Luigi de Gennaro. Sempre in ambito ciclistico, va menzionato che il 18 maggio 2010 la città è stata sede di arrivo della mwckcdecima tappa del mwckgGiro d'Italia, mwckkAvellino - Bitonto, vinta dallo mwckostatunitense mwcksTyler Farrar.

Dal 2012 è presente anche la squadra di rugby della città, creatasi come "Omnia Rugby Bitonto", dal 2018 ha cambiato denominazione in Amatori Rugby Bitonto. Partecipa al campionato interregionale di Serie C e ha avuto al suo attivo anche due campionati under 16 e la sezione femminile con il campionato di "coppa Italia" seven.cite-ref-180[180]

Dal 2012 è presente anche una squadra di mwcligolf, lmwclm'mwclqOmnia Golf Bitontocite-ref-181[181], che partecipa alle competizioni organizzate dalla FIG, sia individuali che a squadre.

Dal 2017 è attiva anche l'A.S.D. Tennis Tavolo Seven Bitonto, che disputa il campionato di tennistavolo nelle serie D1 e D2.

Sono operative pure mwclsMotris associazione sportiva dilettantistica di mwclwkarate e mwcl0La Perla associazione sportiva dilettantistica di mwcl4pattinaggio artistico a rotelle nonché mwcl8C.I. Torre d'Agera scuola di mwcmaequitazione.

Impianti sportivi

Diversi sono gli impianti sportivi cittadini. I principali sono:

• la mwcmupiscina comunale;
• il mwcmcpalazzetto dello sport, presso l'istituto M. Cristina di Savoia;
• il centro polisportivo mwcmsNicola Rossiello;
• il Circolo di Tennis;
• il polivalente mwcm4Paolo Borsellino.
• Circolo ippico "Giovanni deTrizio"
• Circolo ippico "Torre d'Agera"

Note

cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwcnkmwcnomwcnsBilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mwcnwdemo.istat.it, mwcn0ISTAT.
cite-note-divamm-sismica-21. mwcoemwcoimwcomClassificazione sismica (mwcoqmwcouXLS), su mwcoyrischi.protezionecivile.gov.it.
cite-note-template-divisione-amministrativa-gradi-giorno-32. mwcoomwcosmwcowTabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (mwco0mwco4PDF), in mwco8citerefmwcpaLeggemwcpe mwcpi26 agosto 1993, n. 412, allegato A, mwcpmAgenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p.mwcpq 151. mwcpuURL consultato il 25 aprile 2012 mwcpy(archiviato dall'mwcpcurl originale il 1º gennaio 2017).
cite-note-44. mwcpsmwcpwmwcp0DiPI Online - Dizionario di Pronuncia Italiana, su mwcp4dipionline.it. mwcp8URL consultato il 16 marzo 2013 mwcqa(archiviato dall'mwcqeurl originale il 9 ottobre 2018).
cite-note-55. mwcquAA. VV., mwcqymwcqcDizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani., Milano, Garzanti, 1996, p.mwcqg 81, mwcqkISBNmwcqo 88-11-30500-4.
cite-note-66. mwcq8mwcramwcreGalleria nazionale di Puglia, su mwcrigallerianazionalepuglia.beniculturali.it. mwcrmURL consultato il 16 maggio 2012 mwcrq(archiviato dall'mwcruurl originale il 9 marzo 2010).
cite-note-77. mwcrkmwcroCoarelli, Santucci,mwcrs p. 157.
cite-note-88. Con regolamento regionale n. 11 del 23 dicembre 2004, in attuazione della legge regionale 1/2003.
cite-note-99. mwcsimwcsmmwcsqLe dieci città finaliste, su mwcsubeniculturali.it. mwcsyURL consultato il 28 maggio 2018 mwcsc(archiviato dall'mwcsgurl originale il 25 maggio 2018).
cite-note-1010. mwcswmwcs0mwcs4Tuttitalia, su mwcs8tuttitalia.it. mwctaURL consultato il 24 gennaio 2013.
cite-note-ci-1111. mwctymwctcmwctgComuni Italiani, su mwctkcomuni-italiani.it. mwctoURL consultato il 5 luglio 2011.
cite-note-1212. mwct4mwct8Gelao,mwcua p. 197.
cite-note-1313. mwcuqmwcuumwcuyConfedilizia - Clima Puglia, su mwcucconfedilizia.it. mwcugURL consultato il 31 luglio 2008 mwcuk(archiviato dall'mwcuourl originale il 20 maggio 2011).
cite-note-1414. mwcu4mwcu8Moretti, Robles,mwcva p. 346.
cite-note-bot-1515. Città dove sotto scorre l'acqua; gente di Botone. Vedi mwcvqmwcvumwcvyIl portale del sud - Bitonto, su mwcvcilportaledelsud.org. mwcvgURL consultato il 7 febbraio 2008.
cite-note-1616. mwcvwmwcv0Moretti, Robles,mwcv4 p. 347.
cite-note-1717. mwcwimwcwmTouring club italiano,mwcwq p. 14.
cite-note-1818. mwcwgmwcwkRiccardi, Depalo,mwcwo p. 45.
cite-note-1919. mwcw4mwcw8Riccardi, Depalo,mwcxa p. 21.
cite-note-riccardi-2020. mwcxymwcxcRiccardi, Depalo,mwcxg p. 19.
cite-note-2121. mwcxwmwcx0Riccardi, Depalo,mwcx4 p. 25.
cite-note-2222. mwcyimwcymRiccardi, Depalo,mwcyq pp. 35-36.
cite-note-2323. mwcygmwcykmwcyoLo sviluppo del centro storico di Bitonto, su mwcysrilievo.stereofot.it. mwcywURL consultato il 3 gennaio 2013.
cite-note-2424. mwczamwczeCustode,mwczi p. 209.
cite-note-2525. mwczymwczcRiccardi, Depalo,mwczg p. 43.
cite-note-2626. mwczwItinerarium a Burdigala Jerusalem usque et ab Heraclea per Aulonam et per urbem Romam Mediolanum usque (datato al 333) pubblicato in mwcz0mwcz4Corpus Christianorum. Series latina, CLXXV, Itineraria et alia geographica, Turholti 1965, pp. 1-26.
cite-note-2727. La città è citata nell'Itinerario Antonino 117,1.
cite-note-2828. Anonima Ravennate, Cosmographia, 4.
cite-note-2929. mwcagmwcakCorci,mwcao p. 523.
cite-note-3030. La città è presente nella mwca4Tabula Peutingeriana (segm. VI) sotto il nome di Butuntos.
cite-note-3131. "mwcbiHaec praesta mihi, Rufe, vel Butuntis" (Marziale, II,48) e "mwcbmHaec tam rustica malo quam Butuntos" (Marziale, IV,55).
cite-note-3232. mwcbcmwcbgCastellano,mwcbk p. 7.
cite-note-3333. "mwcb0Inter mediterraneos calabrorum...Butuntinenses" (mwcb4Naturalis historia III,105).
cite-note-3434. mwccimwccmCustode,mwccq p. 197.
cite-note-3535. mwccgmwcckCastellano, Muschitiello,mwcco pp. 260-61.
cite-note-3636. mwcc4mwcc8Lupi Protospatae Chronicon,mwcda p. 40B.
cite-note-3737. mwcdqmwcduDe Blasiis,mwcdy p. 33.
cite-note-3838. mwcdomwcdsDe Blasiis,mwcdw p. 55.
cite-note-3939. mwceamwceeCPASP,mwcei pp. 127-30.
cite-note-4040. mwceymwcecCustode,mwceg p. 213.
cite-note-4141. un documento menziona Robertus comes filius Guidelmi comitis come mwcewdominator civitatis Botontimwce0mwce4Pasculli,mwce8 p. 195.
cite-note-4242. mwcfmmwcfqCustode,mwcfu p. 201.
cite-note-antonucci-4343. mwcfsmwcfwAntonucci,mwcf0 pp. 347-351.
cite-note-4444. mwcgemwcgimwcgmDecameron/9a giornata/Novella Decima - Wikisource, su mwcgqit.wikisource.org. mwcguURL consultato il 30 giugno 2008 mwcgy(archiviato dall'mwcgcurl originale il 13 settembre 2006).
cite-note-4545. mwcgsmwcgwMoretti,mwcg0 pp. 265, 298.
cite-note-4646. mwchemwchiVantaggiato,mwchm p. 48.
cite-note-olio-4747. mwchkmwchoSciancalepore,mwchs pp. 154-155.
cite-note-4848. mwch8mwciaPagano,mwcie p. 556.
cite-note-4949. mwciumwciyMilillo,mwcic p. 193.
cite-note-5050. mwcismwciwVantaggiato,mwci0 p. 28.
cite-note-5151. mwcjemwcjiDe Capua,mwcjm LXXXII, 122.
cite-note-5252. mwcjcmwcjgVantaggiato,mwcjk p. 32.
cite-note-5353. mwcj0mwcj4Gelao,mwcj8 p. 195.
cite-note-5454. mwckmmwckqMelchiorre,mwcku p. 69.
cite-note-5555. mwckkmwckoPiacente,mwcks pp. 334-36.
cite-note-5656. mwck8mwclaCotugno,mwcle pp. 103-114.
cite-note-5757. mwclumwclyMilillo,mwclc p. 229.
cite-note-5858. mwclsmwclwMilillo,mwcl0 p. 401.
cite-note-5959. mwcmemwcmimwcmmGazzetta Ufficiale, su mwcmqaugusto.digitpa.gov.it. mwcmuURL consultato il 5 luglio 2011.
cite-note-6060. In ricordo di quest'ultimo evento sulla porta Baresana è stata apposta una targa in marmo che riporta una frase da lui pronunciata: «mwcmkEcco la consegna che vi lascio uomini e donne di questa nobile terra che da sempre ha nell'ulivo il suo simbolo prestigioso ed il suo impegnativo programma; fatevi paladini della casa della solidarietà e della pace; offrite a tutti la testimonianza di una comunità che sa collaborare in spirito di costruttiva e lungimirante concordia; operate con fiducia per lo sviluppo pieno della vostra terra».
cite-note-6161. mwcm0mwcm4mwcm8Bitonto, su mwcnaArchivio Centrale dello Stato. mwcneURL consultato il 22 settembre 2023.
cite-note-6262. mwcnumwcnymwcncStatuto comunale, art.4, comma 1 (mwcngmwcnkPDF), su mwcnocomune.bitonto.ba.it. mwcnsURL consultato il 15 maggio 2020 mwcnw(archiviato dall'mwcn0url originale il 7 dicembre 2021).
cite-note-6363. mwcoemwcoimwcomStatuto comunale, art.4, comma 3 (mwcoqmwcouPDF). mwcoyURL consultato il 15 maggio 2020 mwcoc(archiviato dall'mwcogurl originale il 7 dicembre 2021). mwcoo«Albero d'ulivo - radicato su un verde prato - insito nel carattere del territorio sin dall'origine, simbolo di pace; due leoni di oro, con la lingua lunga e sottile fuori la bocca e con la coda sollevata, affrontati all'albero d'ulivo, simboleggiano la forza del potere esecutivo della Città, tenuta dai nobili e popolari; cinque storni appollaiati o svolazzanti sulla chioma dell'albero fruttifero, specificano il periodo transitorio di sudditanza feudale della Città e cioè uno per ciascuno, le principali dominazioni: Caldora, Ventimiglia, Orsini, Acquaviva e Casa di Cordova; il tutto su Campo bianco chiuso in uno scudo semplice, alla maniera originale, arco ogivale capovolto; sormontato da corona marchesale - regia antica, per concessione speciale; alla base dello scudo nastro avvolgente, semicontorto, riportante, in carattere d'argento, "Ad pacem promptum designat oliva botontum" che indica l'animo degli abitanti "…gentes tranquilla pace fruentes".»
cite-note-6464. In base allo statuto comunale essi sono Caldora, Ventimiglia, Orsini, Acquaviva e Casa di Cordova.
cite-note-6565. mwcpemwcpimwcpmBozzetti di stemma e gonfalone del Comune di Bitonto, su mwcpqACS Raccolta dei disegni degli stemmi di comuni e città. mwcpuURL consultato il 14 ottobre 2024.
cite-note-6666. Secondo gli studiosi, la chiesa era dedicata al santo vescovo, che costituisce ancora oggi il patrono del capitolo della concattedrale, e il cui culto sarebbe stato introdotto in città da Guglielmo di Viterbo, uno dei primi vescovi cittadini di cui si ha notizia. Oggi la chiesa è invece dedicata a santa Maria Assunta.
cite-note-6767. mwcpwmwcp0Milillo,mwcp4 p. 11.
cite-note-6868. mwcqimwcqmPasculli,mwcqq p. 87.
cite-note-6969. mwcqgmwcqkMinenna,mwcqo p. 197.
cite-note-7070. mwcq4mwcq8Milillo,mwcra p. 100.
cite-note-torrione-7171. mwcrgmwcrkTouring club italiano,mwcro p. 158.
cite-note-7272. mwcr4mwcr8Basile Bonsante,mwcsa p. 66.
cite-note-7373. mwcsqmwcsuCastellano,mwcsy p. 32.
cite-note-7474. mwcsomwcssMilillo,mwcsw p. 31.
cite-note-milillopurg-7575. mwctimwctmMilillo,mwctq p. 4.
cite-note-7676. mwctgmwctkMilillo,mwcto p. 84.
cite-note-7777. mwct4mwct8mwcuaLiceo Classico Carmine Sylos, su mwcueliceosylos.it. mwcuiURL consultato il 23 maggio 2009 mwcum(archiviato dall'mwcuqurl originale il 20 aprile 2014).
cite-note-7878. Datato al 1148 è un documento con il quale, un certo marchese Manfredi dona alcune terre al monastero, cfr. mwcugmwcukAntonucci,mwcuo pp. 347-351.
cite-note-7979. mwcu4mwcu8Palese, Robles,mwcva p. 93.
cite-note-arci-8080. mwcvqmwcvumwcvyArcidiocesi di Bari-Bitonto, su mwcvcarcidiocesibaribitonto.it. mwcvgURL consultato il 31 gennaio 2008.
cite-note-8181. mwcvwmwcv0Milillo,mwcv4 p. 53.
cite-note-8282. mwcwimwcwmLadiana,mwcwq p. 60.
cite-note-8383. Secondo un atto dell'ottobre 1141, cfr. mwcwgmwcwkDe Rossi-Nitti,mwcwo doc. 46, p. 87-88.
cite-note-8484. mwcw4mwcw8Milillo,mwcxa p. 27.
cite-note-8585. mwcxqmwcxuMinistero della Pubblica Istruzione,mwcxy p. 394.
cite-note-vulpano-8686. mwcxwmwcx0Custode,mwcx4 pp. 303-09.
cite-note-8787. mwcyimwcymGelao,mwcyq p. 201.
cite-note-regna-8888. mwcywmwcy0Pasculli,mwcy4 p. 158.
cite-note-8989. mwczimwczmmwczqPalazzi: palazzo Sylos-Sersale, su mwczurilievo.stereofot.it. mwczyURL consultato il 7 febbraio 2008.
cite-note-delerma-9090. mwczwmwcz0mwcz4Palazzi: palazzo De Lerma, su mwcz8rilievo.stereofot.it. mwc0aURL consultato il 7 febbraio 2008.
cite-note-9191. mwc0qmwc0umwc0yTorre di Cesare - Villa Sylos (detta La Contessa), su mwc0cpugliaindifesa.org. mwc0gURL consultato il 22 luglio 2011.
cite-note-9292. mwc0wBitonto TV staff, mwc00mwc04Nuova vita alle periferie grazie al Pirp, in mwc08BitontoTV, 31 maggio 2010. mwc1aURL consultato il 6 luglio 2010 mwc1e(archiviato dall'mwc1iurl originale il 20 aprile 2014).
cite-note-9393. mwc1ymwc1cCustode,mwc1g p. 25.
cite-note-9494. mwc1wmwc10Moretti, Robles,mwc14 p. 294.
cite-note-9595. mwc2imwc2mMoretti, Robles,mwc2q pp. 265, 298.
cite-note-sylos-9696. mwc2omwc2sLuigi Sylos,mwc2w pp. 74-78.
cite-note-torrioneuno-9797. mwc3qmwc3uMassarelli,mwc3y pp. 21-40.
cite-note-1-9898. mwc34mwc38Galati,mwc4a pp. 95-103.
cite-note-9999. mwc4qmwc4uRiccardi,mwc4y p. 118.
cite-note-porta-100100. mwc4wmwc40Acquafredda,mwc44 pp. 351-352.
cite-note-101101. Si sarebbe conservata fino agli inizi del XVII secolo ed era posta probabilmente più in alto e più a est di quella attuale (dove in antichità, accoglieva la mwc5ivia Minucia-Traiana, biforcatasi dalla porta Robustina) e "spostata" nella sede attuale quando fu costruito il primo ponte sulla mwc5mlama (il "ponte del Carmine", poi andato distrutto nell'alluvione del 1846), cfr. mwc5qmwc5uSylos,mwc5y pp. 74-78.
cite-note-102102. mwc5omwc5sDicarlo,mwc5w p. 79.
cite-note-103103. mwc6amwc6emwc6iItc - Bitonto, su mwc6mba.itc.cnr.it. mwc6qURL consultato il 23 maggio 2009 mwc6u(archiviato dall'mwc6yurl originale il 20 aprile 2014).
cite-note-104104. mwc6omwc6smwc6wItc - Bitonto, su mwc60ba.itc.cnr.it. mwc64URL consultato il 23 maggio 2009 mwc68(archiviato dall'mwc7aurl originale il 20 aprile 2014).
cite-note-105105. mwc7qmwc7uMilillo,mwc7y p. 6.
cite-note-106106. mwc7omwc7sMoretti, Robles,mwc7w p. 321.
cite-note-parco-107107. mwc8imwc8mmwc8qParco Nazionale dell'Alta Murgia – Territorio, su mwc8uparcoaltamurgia.gov.it. mwc8yURL consultato il 31 luglio 2008.
cite-note-108108. Con legge regionale 5 giugno 2007, n. 15 "Istituzione del parco naturale regionale Lama Balice".
cite-note-109109. Dati tratti da: mwc80mwc84mwc88mwc9amwc9ePopolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (mwc9imwc9mPDF), su mwc9qebiblio.istat.it, mwc9uISTAT. mwc9ymwc9cmwc9gmwc9kPopolazione residente per territorio – serie storica, su mwc9oesploradati.censimentopopolazione.istat.it. Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.
cite-note-110110. mwc98mwc-ademo.istat.it, mwc-ehttps://demo.istat.it/app/?i=STR&l=itmwc-i Titolo mancante per url mwc-murl (aiuto).
cite-note-111111. mwc-kmwc-oLinguistica e antropologia,mwc-s Bulzoni, 1983.
cite-note-112112. mwc-8mwc-aTouring club italiano,mwc-e p. 61.
cite-note-113113. mwc-umwc-yCustode,mwc-c p. 211.
cite-note-114114. mwc-smwc-wPalese, Robles,mwc-0 p. 9.
cite-note-115115. mwdaemwdaimwdamDiscorso di Giovanni Paolo II agli agricoltori di Puglia, su mwdaqvatican.va. mwdauURL consultato il 31 luglio 2008., Bitonto - Domenica, 26 febbraio 1984
cite-note-natale-116116. mwdakmwdaoOtranto et al.,mwdaw pp. 51-52.
cite-note-corteo-117117. mwdbamwdbeFalassi,mwdbi p. 174.
cite-note-118118. mwdbymwdbcCuria Vescovile,mwdbg Visite pastorali, vol. I.
cite-note-119119. Discorso di Giovanni Paolo II ai vescovi della Puglia in visita mwdbwAd limina apostolorum, 20 dicembre 1986
cite-note-paci-120120. mwdcimwdcmmwdcqScheda Paci Iccd, su mwdcupaci.iccd.beniculturali.it. mwdcyURL consultato il 15 gennaio 2022 mwdcc(archiviato dall'mwdcgurl originale il 15 gennaio 2022).
cite-note-sms-121121. mwdc4mwdc8mwddaScheda Arciconfraternita Santa Maria del Suffragio, su mwddearciconfraternitasantamariadelsuffragio.it. mwddiURL consultato il 15 gennaio 2022.
cite-note-122122. mwddyLuigi Fossati, mwddcmwddgLe copie della sacra Sindone a grandezza naturale (mwddkmwddoPDF), su mwddsshroud.it, settembre 2001.
cite-note-123123. mwdd8mwdeamwdeeMinistero della Giustizia - Uffici nel comune di Bitonto, su mwdeigiustizia.it. mwdemURL consultato il 3 settembre 2009 mwdeq(archiviato dall'mwdeuurl originale il 23 gennaio 2015).
cite-note-124124. mwdekmwdeomwdesAsl Bari/Distretto SS 3 - Bitonto, su mwdewasl.bari.it. mwde0URL consultato il 3 settembre 2009 mwde4(archiviato dall'mwde8url originale il 28 settembre 2008).
cite-note-125125. mwdfmmwdfqmwdfuComune di Bitonto - Biblioteca, su mwdfycomune.bitonto.ba.it. mwdfcURL consultato il 15 novembre 2008 mwdfg(archiviato dall'mwdfkurl originale il 31 dicembre 2010).
cite-note-126126. mwdf0mwdf4mwdf8Abei - Biblioteche Puglia, su mwdgaabei.it. mwdgeURL consultato il 15 novembre 2008 mwdgi(archiviato dall'mwdgmurl originale il 4 luglio 2007).
cite-note-127127. L'Archivio è riconosciuto di interesse locale con decreto del Presidente della Regione n. 265 del 10 maggio 1984, e di notevole interesse storico, con dichiarazione del Sovrintendente archivistico del 26 maggio 1989.
cite-note-128128. mwdgomwdgsmwdgwBiblioteca A. De Capua, su mwdg0centroricerchebitonto.com. mwdg4URL consultato il 15 novembre 2008. sul sito del Centro Ricerche di Storia e Arte – Bitonto
cite-note-scuole-129129. mwdhymwdhcmwdhgComuni italiani-Scuole a Bitonto, su mwdhkcomuni-italiani.it. mwdhoURL consultato il 24 gennaio 2013.
cite-note-130130. mwdh4mwdh8mwdiaGalleria nazionale di Puglia - La Galleria, su mwdiegallerianazionalepuglia.beniculturali.it. mwdiiURL consultato il 17 maggio 2020 mwdim(archiviato dall'mwdiqurl originale il 14 agosto 2020).
cite-note-musei-131131. mwdi4mwdi8Natali,mwdja pp. 50-51.
cite-note-132132. mwdjqTitti Tummino, mwdjumwdjyDa ex seminario a museo high tech., in mwdjcla Repubblica, 16 febbraio 2006. mwdjgURL consultato il 6 ottobre 2009.
cite-note-133133. mwdjwmwdj0Natali,mwdj4 p. 52.
cite-note-134134. sito internet - mwdkimwdkmmwdkqDa Bitonto, su mwdkudabitonto.com. mwdkyURL consultato il 30 marzo 2020.
cite-note-135135. mwdkohttps://www.primopiano.info/
cite-note-136136. sito internet - mwdk4mwdk8mwdlaBitontoViva, su mwdlebitontoviva.it. mwdliURL consultato il 30 marzo 2020.
cite-note-137137. mwdlymwdlcmwdlgTestata giornalistica, su mwdlkBitontoLive.it.
cite-note-138138. mwdl0mwdl4mwdl8BR2, su mwdmabierredue.it.
cite-note-139139. Informazioni su mwdmqmwdmumwdmyRadio One, su mwdmcradiowww.it. mwdmgURL consultato il 31 gennaio 2008 mwdmk(archiviato dall'mwdmourl originale il 18 ottobre 2007).
cite-note-140140. mwdm4mwdm8mwdnaRadio00, su mwdneradio00.it.
cite-note-141141. mwdnuPaolo Albiero & Giacomo Cacciatore, mwdnyCristo si è fermato ad Accendura, ovvero: Non si sevizia un paperino (1972), in Il terrorista dei generi. Tutto il cinema di Lucio Fulci, Roma, Un mondo a parte, 2004, pagine 124-135 mwdnchttp://m.bitontolive.it/mobile/news/attualita/204420/la-strage-degli-innocenti-a-bitonto-il-racconto-di-una-tragedia-di-quarant-anni-fa, mwdngISBNmwdnk 88-900629-6-7.
cite-note-142142. mwdn8mwdoamwdoeApulia Film Commission – L'Amore ritorna, su mwdoiapuliafilmcommission.it. mwdomURL consultato il 5 luglio 2011 mwdoq(archiviato dall'mwdouurl originale il 22 ottobre 2013).
cite-note-143143. mwdokmwdoomwdosScheda film, su mwdowcinemaitaliano.info. mwdo0URL consultato il 5 luglio 2011.
cite-note-144144. mwdpemwdpimwdpmArriva su RaiPlay "Bar Giuseppe", il film di Giulio Base girato a Bitonto, su mwdpqdabitonto.com. mwdpuURL consultato il 21 maggio 2020.
cite-note-145145. mwdpkmwdpoBonomo, Loaldi, Prosperi,mwdps p. 230.
cite-note-146146. mwdp8mwdqaButtitta,mwdqe p. 95.
cite-note-147147. mwdqumwdqymwdqcBeat Onto Jazz Festival, su mwdqgjazzitalia.net. mwdqkURL consultato il 20 febbraio 2016 mwdqo(archiviato dall'mwdqsurl originale il 21 luglio 2015).
cite-note-148148. mwdq8mwdramwdreTraetta Opera Festival, su mwdribari.repubblica.it. mwdrmURL consultato il 20 febbraio 2016.
cite-note-149149. mwdrcmwdrgmwdrkTraetta Opera Festival – Concorso Internazionale, su mwdrotraettaoperafestival.org. mwdrsURL consultato il 5 luglio 2011 mwdrw(archiviato dall'mwdr0url originale il 22 aprile 2013).
cite-note-150150. mwdseFederica Valentini, mwdsimwdsmTraetta Opera Festival 2012. Già stanziati i fondi per l'ottava edizione, in mwdsqBitontoTV, 15 novembre 2011. mwdsuURL consultato il 7 settembre 2012 mwdsy(archiviato dall'mwdscurl originale il 10 giugno 2015).
cite-note-151151. mwdssmwdswmwds0Festival Italia Giappone, su mwds4lagazzettadelmezzogiorno.it. mwds8URL consultato il 20 febbraio 2016.
cite-note-152152. mwdtmmwdtqmwdtuCentro storico - Origini, su mwdtyrilievo.stereofot.it. mwdtcURL consultato il 30 luglio 2008.
cite-note-153153. mwdtsmwdtwmwdt0Centro storico - Basso Medioevo, su mwdt4rilievo.stereofot.it. mwdt8URL consultato il 14 novembre 2008.
cite-note-154154. mwdummwduqMoretti, Robles,mwduu p. 319.
cite-note-155155. mwdukmwduoMoretti, Robles,mwdus p. 339.
cite-note-156156. mwdu8mwdvaFagiolo,mwdve pp. 235-250.
cite-note-157157. mwdvumwdvyMalagrinò,mwdvc p. 33.
cite-note-158158. mwdvsmwdvwmwdv0Olio Terra di Bari – Cima di Bitonto: associati, su mwdv4oleificiocimadibitonto.it. mwdv8URL consultato il 31 gennaio 2008 mwdwa(archiviato dall'mwdweurl originale il 6 maggio 2006).
cite-note-159159. mwdwumwdwyDe Napoli,mwdwc titolo dell'opera.
cite-note-160160. mwdwsmwdwwmwdw0Olio Cima di Bitonto, su mwdw4oleificiocimadibitonto.it. mwdw8URL consultato il 31 gennaio 2008 mwdxa(archiviato dall'mwdxeurl originale il 6 maggio 2006).
cite-note-161161. mwdxumwdxyTouring Club Italiano,mwdxc p. 219.
cite-note-162162. mwdxsmwdxwmwdx0Consorzio dell'Olio DOP Terra di Bari, su mwdx4oliodopterradibari.it. mwdx8URL consultato il 31 gennaio 2008 mwdya(archiviato dall'mwdyeurl originale l'11 maggio 2006).
cite-note-163163. mwdyuFrancesco Paolo Cambione, mwdyymwdycZona Asi: presto i primi espropri nel territorio bitontino, in mwdygBitontoTV, 30 giugno 2012. mwdykURL consultato il 19 settembre 2012 mwdyo(archiviato dall'mwdysurl originale l'8 luglio 2012).
cite-note-164164. mwdy8mwdzamwdzePortale Ufficiale del Turismo della Regione Puglia, su mwdziturismo.regione.puglia.it. mwdzmURL consultato il 1º febbraio 2009 mwdzq(archiviato dall'mwdzuurl originale il 6 marzo 2012).
cite-note-165165. mwdzkmwdzobitontoviva.it, mwdzshttps://www.bitontoviva.it/notizie/segui-qui-la-diretta-della-festa-dei-santi-medici-di-bitontomwdzw Titolo mancante per url mwdz0url (aiuto). mwdz8URL consultato il 19 maggio 2020.
cite-note-166166. mwdaqmwdaumwdayFerrotramviaria – Linee e Mezzi, su mwdacferrovienordbarese.it. mwdagURL consultato il 13 settembre 2012.
cite-note-167167. mwdawBitonto TV staff, mwda0mwda4Ferrovie: Inaugurata a Bitonto la nuova stazione. Ecco il video servizio, in mwda8BitontoTV, 22 luglio 2010. mwdbaURL consultato il 6 luglio 2010 mwdbe(archiviato dall'mwdbiurl originale il 1º gennaio 2014).
cite-note-168168. mwdbymwdbcmwdbgA.S.V. – Linee di trasporto, su mwdbkasvspa.com. mwdboURL consultato il 13 settembre 2012 mwdbs(archiviato dall'mwdbwurl originale il 28 settembre 2012).
cite-note-stp-169169. mwdcqmwdcumwdcyS.T.P. Bari – Elenco autolinee, su mwdccstpspa.it. mwdcgURL consultato il 13 settembre 2012 mwdck(archiviato dall'mwdcourl originale il 15 agosto 2012).
cite-note-interno-1703. mwdeahttp://amministratori.interno.it/
cite-note-171171. mwdeqmwdeumwdeycittà gemellate dal sito di Banja Luka, su mwdecbanjaluka.rs.ba. mwdegURL consultato il 10 novembre 2010 mwdek(archiviato dall'mwdeourl originale il 17 settembre 2011).
cite-note-0-172172. mwde4mwde8mwdfaUsd Bitonto Calcio si presenta ufficialmente alla città, su mwdfebitontolive.it. mwdfiURL consultato il 13 luglio 2018.
cite-note-173173. mwdfymwdfcmwdfgA.S.D. Omnia Bitonto, su mwdfkasdomniabitonto.it. mwdfoURL consultato il 29 giugno 2008 mwdfs(archiviato dall'mwdfwurl originale il 6 aprile 2012).
cite-note-174174. mwdgamwdgemwdgiTriplete del Bitonto C5: le leonesse vincono 6-1 e si aggiudicano la Supercoppa italiana, su mwdgmbitontoviva.it, 18 settembre 2023. mwdgqURL consultato il 4 agosto 2024.
cite-note-175175. mwdggmwdgkmwdgoG.S. Robur Bitontomwdg0, su mwdhuroburbitonto.com. mwdhyURL consultato il 29 giugno 2008.
cite-note-176176. mwdhomwdhsmwdhwSporting Club Bitonto, su mwdh0sportingclubbitonto.it. mwdh4URL consultato il 4 settembre 2009 mwdh8(archiviato dall'mwdiaurl originale l'11 marzo 2012).
cite-note-177177. mwdiqmwdiumwdiyVirtus Bitonto, su mwdicvirtusbitonto.it. mwdigURL consultato il 4 settembre 2009 mwdik(archiviato dall'mwdiourl originale il 7 aprile 2011).
cite-note-178178. mwdi4mwdi8mwdjaTennis Club Bitonto, su mwdjetcbitonto.it. mwdjiURL consultato il 4 settembre 2009 mwdjm(archiviato dall'mwdjqurl originale il 30 ottobre 2020).
cite-note-179179. mwdjgmwdjkmwdjoA.S.D. Velosprint, su mwdjsvelosprint.it. mwdjwURL consultato il 29 giugno 2008 mwdj0(archiviato dall'mwdj4url originale il 15 maggio 2013).
cite-note-180180. mwdkimwdkmfacebook.com, mwdkqhttps://www.facebook.com/rugbybitonto/?locale=it_ITmwdku Titolo mancante per url mwdkyurl (aiuto).
cite-note-181181. mwdkwNicolangelo Biscardi, mwdk0mwdk4Arriva a Bitonto il golf, in mwdk8Bitontolive. mwdlaURL consultato il 29 dicembre 2012 mwdle(archiviato dall'mwdliurl originale il 1º gennaio 2013).

Bibliografia

• citerefacquafredda-1937Vito Acquafredda, Bitonto attraverso i secoli, Bitonto, Tip. Amendolagine, 1937.
• citerefantonucciGiovanni Antonucci, La badia di San Leone di Bitonto, in Japigia, vol. 10, 1939.
• citerefbonomoG. Bonomo, P. Loaldi, L. Prosperi, La cucina regionale italiana – Puglia, Mondadori, 2008, ISBN 97-888-8673-6.
• citerefbasile-bonsante-2002Mariella Bonsante Basile, Arte e devozione. Episodi di committenza meridionale tra Cinque e Seicento, Galatina, Congedo, 2002, ISBN 88-203-3076-8.
• citerefbuttittaIgnazio Buttitta, I morti e il grano. Tempi del lavoro e ritmi della festa, Meltemi, 2006, ISBN 88-8353-459-X.
• citerefcrsab-2004Vito Cascione, Giuseppe Fallacara, Il restauro del campanile della chiesa di S. Francesco d'Assisi in Bitonto, in Studi Bitontini, vol. 75, Bari, Edipuglia, 2003, ISBN 88-7228-426-0.
• citerefcastellano-1973Antonio Castellano, L'incontro bitontino tra papa Callisto II e Suger de Saint Denis, in La Zagaglia, XV, 1973.
• citerefcastellano-1974Antonio Castellano, Un artefice di altari leccesi in Terra di Bari, in La Zagaglia, XVI, 1974.
• citerefcastellano-muschitiello-1994Antonio Castellano, Michele Muschitiello, Storia di Bitonto narrata e illustrata, I, Bari, Edipuglia, 1994.
• citerefcpasp-1901Commissione Provinciale di Archeologia e Storia Patria, Documenti e Monografie per la Storia di Terra di Bari, Trani, Vecchi Editore, 1901.
• citerefcorci-1847Nicola Corci, Storia delle due Sicilie dall'antichità più remota al 1789, vol. 3, Tipografia Virgilio, 1847.
• citerefcotugno-1915Cotugno, Un fratello di Garibaldi a Bari, Bari, Archivio Pugliese del Risorgimento Italiano, 1915, ISBN 88-203-3076-8.
• citerefde-capua-1987Donato Antonio De Capua, Libro Rosso della Università di Bitonto (1265-1559), Palo Del Colle, Liantonio, 1987.
• citerefde-napoli-2003Luca De Napoli, Bitonto, la città degli ulivi, Bari, Progress Communication, 2003, ISBN 88-88312-06-4.
• citerefdicarlo-2005Francesco Di Carlo, Vittorio Foramitti, Tommaso Maria Massarelli, Sulla riformulazione degli spazi perimetrali della città antica nell’Ottocento. Alcuni casi, in Studi Bitontini, Bari, Edipuglia, 2005, ISBN 88-7228-446-5.
• citereffalassi-1988Alessandro Falassi, La Festa, in Le tradizioni popolari in Italia, Bari, Electa, 1988, ISBN 88-4352-830-0.
• citerefcustode-1999Silvio Fioriello Custode, Bitonto e la Puglia tra tardoantico e regno normanno, Bitonto, Centro Ricerche di Storia e Arte, 1999, ISBN 88-7228-251-9.
• citereffiorello-1996Vincenzo Fiorello, Rinvenimenti monetali nel territorio di Bitonto, Bitonto, Centro Ricerche di Storia e Arte, 1996.
• citerefgalatiV. C. Galati, Il Torrione quattrocentesco di Bitonto: dalla committenza di Giovanni Ventimiglia e Marino Curiale alle proposte di Francesco di Giorgio Martini (1450-1495), in G. Verdiani (a cura di), Defensive architecture of the Mediterranean XV to XVIII centuries, vol. III, Firenze, 2016.
• citerefgelao-2004Clara Gelao, Scultura del Rinascimento in Puglia: atti del convegno internazionale, Bari, Edipuglia, 2004, ISBN 88-7228-381-7.
• citerefgesuita-2000Patrizia & Silvia Gesuita, La musica a Bitonto: suoni e immagini dal XV al XVIII secolo, Bari, Levante, 2000, ISBN 88-7949-225-X.
• citerefisceriOronzo Isceri, La zecca di Butuntum, 2011.
• citerefladiana-1988Fernando Ladiana, Puglia e Basilicata tra medioevo ed età moderna, Galatina, Congedo, 1988, ISBN 8877860898.
• citerefmalagrin-1984Paolo Malagrinò (a cura di), Miscellanea di studi pugliesi, I, Schena, 1984.
• citerefmassarelli-2005Tommaso Maria Massarelli, Morfologia e trasformazione delle mura urbiche di Bitonto, in Studi Bitontini, vol. 80, Bari, Edipuglia, 2005, ISBN 88-722-8463-5.
• citerefmelchiorre-2010Vito Antonio Melchiorre, Storie Baresi, Levante, 2010, ISBN 88-7949-562-3.
• citerefmilillo-1997Stefano Milillo, Cultura e società in Puglia e a Bitonto nel XVIII secolo, Bitonto, Centro Ricerche di Storia e Arte, 1996.
• citerefmilillo-2001Stefano Milillo, La chiesa e le chiese di Bitonto, Bitonto, Centro Ricerche di Storia e Arte, 2001.
• citerefmilillo-2009Stefano Milillo (a cura di), Cultura e società a Bitonto e in Puglia nell’età del Rinascimento, Congedo, 2009, ISBN 88-8086-860-8.
• citerefminenna-2000Grazia Minenna, I santi protettori della città di Bitonto, Bitonto, Centro Ricerche di Storia e Arte, 2000.
• citerefmpi-1902Ministero della pubblica istruzione, Elenco degli Edifizi Monumentali in Italia, Galatina, Tip. Ludovico Cecchini, 1902.
• citerefmoretti-1989Felice Moretti, Cultura e società in Puglia in età sveva e angioina, Bitonto, Centro ricerche di Storia e Arte, 1989.
• citerefmoretti-robles-2003Felice Moretti, Vincenzo Robles, Cultura e società a Bitonto nell'Ottocento, Bari, Edipuglia, 2003, ISBN 88-7228-373-6.
• citerefnatali-2004Valentina Natali, Musei di Puglia: guida ai musei e alle aree archeologiche della Puglia, Bari, Edipuglia, 2004, ISBN 88-7228-379-5.
• citerefde-rossi-nitti-1964Giovanni Battista Nitto De Rossi, Francesco Nitti, Le pergamene del duomo di Bari (952-1264), Società di Storia Patria per la Puglia, 1964.
• citerefnatale-1987G. Otranto, N. Lavermicocca, V. Maurogiovanni, V.A. Melchiorre, A.M. Tripputi, Antico Natale. Il fascino discreto del presepe, Bari, Edipuglia, 1987, ISBN 88-7228-039-7.
• citerefpagano-1835Filippo Maria Pagano, Istoria del Regno di Napoli, II, Palermo, Spampinato, 1835.
• citerefpalese-1994Salvatore Palese, Vincenzo Robles, La chiesa di Ruvo e Bitonto e l'episcopato di Aurelio Marena (1950-1978), Bari, Edipuglia, 1994, ISBN 88-7228-130-X.
• citerefpasculli-1978Giuseppe Pasculli, La storia di Bitonto, Bitonto, Palladino, 1978.
• citerefpiacente-1861Giovanni Basttista Piacente, Le rivoluzioni del regno di Napoli negli anni 1647-1648 e l'assedio di Piombino e Portolongone, vol. 3, G. Guerrera, 1861.
• citerefraffard-1998Daniel Raffard De Brienne, Dizionario della Sindone, Cantalupa, Effatà Editrice, 1998, ISBN 88-01-01163-6.
• citerefriccardi-depalo-2003Ada Riccardi, Maria Rosaria Depalo, Gli antichi Peucezi a Bitonto, Bari, Edipuglia, 2003, ISBN 88-7228-370-1.
• citerefriccardiRiccardo Riccardi, L'impresa di Felice Garibaldi, fratello dell'eroe dei due mondi, Congedo, 2007, ISBN 88-8086-916-7.
• citerefsciancalepore-2002Vito Sciancalepore, L’olio vergine di oliva – Alimenti e alimentazione, Hoepli, 2002, ISBN 88-203-3076-8.
• citerefsli-1983Società di linguistica italiana, Linguistica e antropologia, Bulzoni, 1983.
• citerefsylos-1981Luigi Sylos, Bitonto nella storia, vol. 1, Tip. Amendolagine, 1981.
• citereftat-2000Grazia Tatò, L'Archivio Storico Del Comune Di Bitonto: Inventario del fondo postunitario, Bari, Edipuglia, 2000, ISBN 88-7228-229-2.
• citereftouring-club-italiano-1978Touring club italiano, Puglia, Bari, Touring Editore, 1978, ISBN 88-365-0020-X.
• citereftouring-2001Touring Club Italiano, Le città dell'olio, Touring editore, 2001, ISBN 88-365-2141-X.
• citerefvantaggiato-2001Eugenia Vantaggiato, L'Archivio Storico Del Comune Di Bitonto: Inventario dell'archivio antico, Bari, Edipuglia, 2001, ISBN 88-7228-291-8.

Voci correlate
Altri progetti

Altri progetti

• Wikimedia Commons
• Wikivoyage

• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Bitonto
• Wikivoyage contiene informazioni turistiche su Bitonto

Collegamenti esterni

• Sito ufficiale, su bitonto.comune-online.it.
• citereftreccani-itBitonto, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefenciclopedia-italianaGoffredo Coppola, Carmelo Colamonico, Edgardo Grazia e Saverio La Sorsa, BITONTO, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1930.
• citerefsapere-itBitónto, su sapere.it, De Agostini.
• citerefenciclopedia-dell-arte-medievaleP. Belli D'elia, BITONTO, in Enciclopedia dell'Arte Medievale, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1992.
• citerefbritannica-com(EN) Bitonto, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• mwdqeTour virtuale su Bitonto, su bitonto.virtualtouring.it. URL consultato il 21 febbraio 2008 (archiviato dall'url originale il 9 dicembre 2007).